Anno nuovo, vecchi problemi

C'è tanta amarezza dopo il match allo stadio "San Paolo", teatro della capitolazione rossonera contro i partenopei del mai dimenticato Carlo Ancelotti.
Il Milan è stato squadra per 60 minuti, poi il nulla cosmico dopo il primo gol di Zielinski che ha, di fatto, riportato i punti sui binari azzurri. Ma cosa è stato questo Milan? È stata la stessa squadra dello scorso anno, con i soliti pregi e difetti. 

Gattuso, nella conferenza stampa pre-partita, aveva dichiarato di volere vedere un Milan sempre lucido e mai in balìa dell'avversario. Così è stato ma solo per 60 minuti: i rossoneri hanno tenuto testa al reparto offensivo napoletano, hanno saputo gestire il pallone anche con personalità evitando il primo pressing del trio Milik-Insigne-Callejon, hanno proposto dei buonissimi cambi di gioco, ma hanno peccato tantissimo in zona offensiva. Higuain ha giocato praticamente a centrocampo, non ricevendo rifornimenti utili per delle buone sortite offensive. 

La cosa migliore, insomma, è stata la difesa (con qualche sbavatura, per carità) che ha saputo gestire veramente bene la pressione di uno stadio e di un pubblico come quello napoletano.

Non si vince soltanto difendendo: il Milan ha tirato soltanto due volte in porta, e ciò contrasta con la nostra storia. La speranza è di vedere più spregiudicatezza verso i portieri avversari. Il reparto offensivo è rimandato.

Totalmente bocciato il centrocampo: gli interpreti si sono assentati dopo il primo gol di Zielinski, i nuovi innesti come Bakayoko e Laxalt non hanno dato aiuti sia in fase difensiva che in fase di possesso e l'imbarcata è arrivata meritatamente. Non appena Biglia e Kessie hanno subìto la pressione avversaria, il Milan è calato e ha dovuto incassare come un pugile. È andato KO, incapace di reagire ai colpi dei partenopei.

Ma c'è un'altra cosa del match di ieri che dobbiamo sottolineare: il Milan è stato cinico come mai negli ultimi due anni. Bonaventura e Calabria hanno fatto gol negli unici tiri in porta. Se il buon giorno si vede dal mattina, sotto l'aspetto realizzativo forse siamo sulla strada giusta.

Dolentissima nota invece è l'aspetto mentale. Dopo che il Napoli ha accorciato le distanze con Zielinski, il Milan tutto cuore e grinta di mister Gattuso (l'uomo dal carattere indomabile) si è spento, ha tirato i remi in barca ed è stato in balìa della furiosa tempesta partenopea. Furia che è diventata più veemente con l'ingresso di Mertens: proprio in quel momento il Milan non ci ha capito più niente. E se il gol del pareggio è sembrato frutto del caso e di una sciagurata disattenzione di Gigio, così non si può dire del vantaggio MERITATO dei partenopei: l'azione è cominciata e si è conclusa senza che il Milan avesse accennato ad una resistenza. La squadra aveva perso compatezza già da 15 minuti.

Cosa salvare? Salviamo il lavoro e la condizione fisica (concordo con Gattuso nel dire che il Milan ha avuto un calo mentale e non fisico), il cinismo, la fase difensiva fino al minuto 60. Tutte queste sono cose molto positive e che miglioreranno nel corso di questa stagione. E salviamo Giacomo Bonaventura: ancora lui, sempre lui, nelle partite importanti. Jack di cuori è il tifoso, il romantico e quanto di buono c'è in questo Milan.  

Noi tifosi, invece, stringiamo i denti, mettiamo da parte i tre gol subiti dopo il parziale di 0-2 per il Milan, e ricordiamoci di aver giocato contro il Napoli e non contro il Sassuolo, al "San Paolo" e non al "Mapei Stadium". Restiamo uniti e abracciamoci intorno a questa squadra che può solo migliorare.





Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan

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