Un rimonta da "Ringhio"!

Giocare a Cagliari non è mai stato facile per il Milan: si pensino alle sofferte vittorie ottenute negli anni precedenti, si pensi alla fatica fatta per portare a casa la vittoria nell'anno dell'ultimo scudetto firmata da un gol di Strasser (chi era costui?).

E questo Milan, in un campo dove ha sofferto l'Inter e la Juventus, dove i molti critici davano per spacciato il povero diavolo, vince e, diciamolo piano, convince. Sì, perchè in un momento di evidente difficoltà dovuta soprattutto a una deficienza caratteriale, il Milan del sempre sia lodato mister Gattuso vince e lo fa rimontando l'iniziale 1-0 dei cagliaritani.

Si sono viste ottime cose, altre veramente brutte. E da quali cominciare? Suppongo sia il caso di parlare delle brutte.

Ebbene, i rossoneri iniziano bene, ma claudicano soprattutto negli ultimi 16 metri dove Kalinic, prima di procurarsi il rigore del pareggio e servire a Kessie l'assist dell'1-2, sembra non volere segnare, sembra non riuscire a segnare nemmeno con le mani. Roba da far andare al manicomio milioni di tifosi rossoneri. Cragno, infatti, ringrazia quasi miravigliandosi e si entusiasma a tal punto da intercettare un pallone di Kessie diretto sotto il sette.

Altra nota stonata è Donnarumma: il Milan prende un tiro nei primi dieci minuti e, proprio in quell'occasione, il giovanissimo estremo difensore dei rossoneri si rende protagonista di una papera che, ancora oggi a distanza di tre giorni, fatico a spiegarmi. Nessuno devia il pallone, nessuno accenna ad un intervento. Niente di tutto ciò. No, lui ha fatto un erroraccio che, per fortuna del Milan, non condanna alla sconfitta. Riuscite ad immaginarvi i giornali il giorno dopo? "Il portiere stra-pagato sconfigge il Milan", "Il Milan ci prova, Donnarumma dorme!" e robe simili. Grazie al Sommo, non ci sono stati questi problemi.

Terza nota stonata è Abate: se voi lettori non vi siete accorti di cosa stava per combinare l'uomo dalla corsa e dai zero cross, vi spiego in breve: il numero 20, a un minuto dalla fine, mentre il Cagliari alza un pressing feroce per recuperare palla dopo gli sviluppi di un corner, fa uno sciagurato passaggio in orizzontale verso Romagnoli che, per evitare la eventualmente micidiale ripartenza del "Casteddu", con il tacco allontana il pallone quanto basta per farlo giungere a Calabria in piena trequarti rossoblù. Un colpo di fortuna, senza dubbio, che ha risparmiato ad Ignazio le legnate di Gattuso. Errori da prima categoria.

Quarta, Rodriguez. Obiettivamente, il sig. Ricardo ha faticato e non poco a contenere le avanzate dei sardi, molto più veloci di lui, ma ha sempre gestito il pallone con calma olimpica. Alla luce di questo atteggiamento, mi chiedo come sia possibile quella doppia ammonizione. I suoi cali di concentrazione producono sempre un malus per la squadra rossonera. Non accadono sempre, ma quando accadono sono dolori per il Milan. 

E poi Kalinic. Da Giuda a Gesù, il passo è breve. Sembrava farlo apposta, ammettetelo! Non vuole far gol forse. Così si vendica dei fischi di San Siro. E invece, no: lotta come un ossesso soprattutto sul finire del match, e alla fine risulta tra i migliori in campo per aver procurato il rigore del pareggio e poi per l'assist del 2-1. Io, invece, lo metto tra le note stonate perchè, se facesse la metà dei quasi gol, sarebbe quasi capocannoniere. Fa tanto lavoro sporco, ma deve imparare a metterla dentro.

Salgono invece le quotazioni di Bonucci e Romagnoli, migliore coppia difensiva per questo Milan (qualcuno sa che fine abbia fatto Musacchio?); Calabria, ancora tra i migliori in campo e nettamente meglio di Abate; Biglia in netta ripresa; Kessie ha giganteggiato o, come dice Suma, "ha trattoreggiato" con scioltezza in mezzo al campo. 

Il giocatore che invece mi sta emozionando è #turco10: Calha è un altro tipo di giocatore da quando sulla panchina rossonera siede Gattuso. Sempre presente, in continuo movimento, in sintonia con Jack, abile nello smarcarsi ed arrivare al tiro. Proprio su questo, però, deve migliorare: sono convinto che sia ancora al 35% delle sue potenzialità e, se Gattuso dovesse trovare la chiave giusta, Hakan diventerebbe devastante.

Adesso, sotto con i prossimi difficilissimi impegni contro la Lazio. Desideriamo continuare a sognare. Siamo il Milan, quindi che Gattuso faccia capire ai propri ragazzi di avere rispetto per tutti e paura di nessuno. 



Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan   

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