Come rovinarsi il pranzo domenicale: Milan-Benevento

È passata la tempesta? Dove siamo? 2017? Stagione 2017/2018? Ah, allora ritorno con la testa sotto la sabbia. Come dite? Dovrei rialzarmi e mettere alle spalle le ultime inquietudini di questa settimana? Allora, se proprio devo, vi racconto il dramma di Domenica.

Sono siciliano e, solitamente, il pranzo domenicale di Dicembre è già un qualcosa che si avvicina più o meno alle festività: primo e secondo parecchio abbondanti e alla fine un po' di frutta e l'immancabile caffè. Voi vi starete chiedendo perchè io stia descrivendovi il mio banchetto domenicale. Abbiate, pazienza! 

Ebbene, se la lasagna scivola via tra una imprecazione e l'altra (la solita manovra offensiva inesistente, l'impalpabile Suso, l'imprecisissimo Bonaventura con i suoi millemila tiri verso i tifosi campani, il solito gol divorato da Kalinic, le solite ripartenze subite per la mancanza di un buon filtro nella mediana, insomma le solite cose a cui noi poveri tifosi rossoneri siamo abituati) e con un animo pur sempre ottimista visto il gol del vantaggio (firmato da Jack dopo un'azione che definire rocambolesca è a dir poco riduttivo), il pareggio di Puscas frena la mia fame per tre motivi: in quel preciso momento ho pensato che anche a Benevento contro l'ultima in classifica e ancora a zero punti avremmo sofferto; il gol di Puscas mi ha causato più rabbia poichè prodotto del vivaio dei cugini che in questo momento sono primi con 18 punti sopra di noi; la carne ai ferri stava freddandosi e dovevo necessariamente riprendere a mangiare pur contro voglia.

Mi innervosisco, la fame non ritorna, divoro caoticamente tutto ciò che ho sotto i miei denti per sfogare una tensione che, di momento in momento, continua a rendersi più fitta. Il gol del vantaggio firmato da Kalinic (sì, ha segnato finalmente) mi rimette di buon umore e non posso non esserne contento poichè finora i campani si sono limitati a segnare una sola rete in ogni match e, in verità, ho confidato in un destino benevolo. 

Ma, ecco, la storia di come s'è rovinato il pranzo domenicale: al 95', non uno qualsiasi, ma proprio il più  inaspettato degli undici scesi in campo ti blocca la digestione, placa la fame, ti fa venir voglia di metterti rannicchiato sotto la doccia aspettando di morire per un qualche blocco intestinale, ti logora dentro fino ad impazzire e non sai come placarti. Dall'altro lato, tuo fratello non riesce ad alzarsi da tavola, resta con gli occhi sbarrati, quasi morto, a fissare lo schermo. Poi ci guardiamo:"Alessio, ha fatto gol il portiere?", "No, Andrea, è peggio: non solo ha fatto gol il portiere, ma il Milan è la prima squadra ad aver fatto fare un punto al Benevento". 

Siamo stati in silenzio per cinque minuti e poi abbiamo cominciato ad analizzare il match senza riuscirci. E ancora oggi non riesco a capacitarmi di ciò che è successo. 
Una Domenica firmata da Brignoli che il Don Abbondio dei Promessi Sposi avrebbe citato così:"Brignoli, chi era costui?" Ebbene, oggi so chi è e purtroppo a spese del mio pranzo domenicale rimastomi pesantemente sullo stomaco. 

Ci son voluti tre giorni per riuscire a scrivere questo mio post-partita, ma obiettivamente avrei sputato troppo veleno sulla cosa che amo più al mondo. Domani, in vista del match contro il Rijeka, torno a coccolare la mia amata squadra, come è giusto che sia in una coppia stabile. Come è giusto che facciano gli altri tifosi, o pseudo tali. Non ho provato vergogna? No, peggio, ma mai abbandonare la propria amata. 

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