Si torna a respirare!

Serviva come il pane una vittoria contro il Chievo Verona e così è stato. Il Milan esce con tre punti dal Bentegodi e ritorna a sorridere dopo un mese terribile caratterizzato da tre sconfitte (Sampdoria, Roma, Inter) e un magro pareggio contro il Genoa.
Sono tante le note positive di questa partita. Innanzitutto, si deve sottolineare quanto il Milan sia stato padrone del campo e del gioco per larghissimi tratti, ma è stata necessaria la giocata di Suso, il primo gol è di pregevole fattura con un sinistro sul secondo palo, per sbloccare un match particolarmente ostico.

Da quel momento in poi, il Milan prende consapevolezza e comincia a macinare gioco con più tranquillità. L'autorete di Cesar, propiziata da un cross del solito Suso, indirizza i tre punti sui binari rossoneri e consentono alla squadra di mister Montella di gestire al meglio il risultato, con una mente decisamente più tranquilla. Nella ripresa, infatti, il Milan gioca con scioltezza, complice anche una tattica più offensiva del Chievo, e impone un tiki taka che però pecca negli ultimi 16 metri.

Il gol di Calhanoglu, buona prova per il turco, è lo specchio della serenità del momento della squadra (si intende il momento della partita): da una potenziale pericolosa azione clivense, Suso recupera palla nella mediana rossonera, serve Kessie che, approfittando di un movimento a tagliare di Kalinic, completa la manovra con un assit vincente Calhanoglu. 

La nota negativa è ovviamente in quello sciagurato passaggio di Kessie che regala palla a Birsa per il momentaneo 1-3.

Kalinic, però, ristabilisce il vantaggio delle tre reti firmando il definitivo 1-4, il suo terzo gol con la maglia del rossonera dopo la doppietta contro la Spal.
  
Quella col Chievo è stata, di certo, una partita difficile, ma il Milan è stato abile ad approfittare degli episodi e a legittimare il risultato che andava maturando sul campo. 

La prova era di vitale importanza: si è vista un'ottima organizzazione di gioco soprattutto nella ripresa visto che i primi 45 minuti sono sempre condizionati da un freno a mano tirato al massimo. Non mancano le lacune difensive, ma su quelle bisogna ancora lavorare e molto.

In ogni caso, i lavori sono ancora in corso: in alcuni momenti del match Biglia rimproverava i movimenti dei compagni, li correggeva. Una cosa però è certa: la squadra sembra essere con l'allenatore e questo è un ottimo punto di partenza in vista di altri impegni delicati e decisivi come il match contro la Juventus, Sassuolo e Napoli.



Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan   

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