Bonucci: critiche giuste?

14 Luglio 2017, Casa Milan.
Dinnanzi alla sede rossonera una folla oceanica attende l'arrivo del quasi ex difensore della Juventus  per la firma del contratto che lo legherà al Milan per i prossimi cinque anni. Il nativo di Viterbo giunge a coronamento di un progetto di radicale sconvolgimento della rosa, motivo per cui, su input dirigenziale, si è stabilito di attribuire la fascia di capitano ad uno dei neoacquisti: Leonardo Bonucci, per l'appunto.

Detta decisione ha riscontrato il consenso della quasi totalità del popolo rossonero, infervorato dalle spiccate qualità caratteriali ed attitudinali del numero diciannove. Tuttavia, in questa nostra riflessione, non è corretto omettere le sparute e flebili voci discordanti di quanti avrebbero preferito una linea di continuità e dunque l'assegnazione della fascia ad un rappresentante della "vecchia guardia" rossonera.                                  

I candidati ricoprire tale incarico si contano sulle dita di una mano: Gigio Donnarumma (le cui travagliate vicende estive ne hanno dissacrato il mito), Alessio Romagnoli (la cui assenza di carisma e leadership lo rendono poco idoneo a guidare i compagni in campo), Jack Bonaventura (probabile unico e reale antagonista dell'attuale capitano, ma di cui il carattere taciturno ed introverso sollevano qualche perplessità).         
Archiviati i senatori, spostando il nostro campo d'indagine fra le nuove leve rossonere, nello specifico fra gli uomini di maggiore spessore, la scelta tra Leonardo Bonucci e Lucas Biglia appare piuttosto scontata (consentitemi di sorvolare sulle alternative emerse dalla faziosità di taluni personaggi televisivi manifestamente legati alla precedente dirigenza). 

Le ultime settimane, particolarmente turbolente per l'intero mondo Milan a causa dell'andamento negativo della squadra, hanno risucchiato nel vortice delle critiche lo stesso capitano rossonero. Effettivamente, è impossibile negare come l'inizio di stagione di Bonucci sia stato tutt'altro che esemplare, avendo inanellato una serie di performances notevolmente al di sotto di quanto mostrato in passato: nello specifico, il calciatore sembra evidenziare una non perfetta condizione atletica, riscontrabile nella poca brillantezza in campo, che ne compromette visibilmente e i tempi d'intervento e la lucidità nelle giocate (specialmente nella fase di impostazione della manovra dalle retrovie).  

Critiche di questo tipo, purchè non esacerbate, sono del tutto legittime, soprattutto se si considera la caratura economica dell'operazione che lo ha condotto ai cancelli di Milanello ed il fervore con cui il fresco finalista di Champions League è stato accolto.                                                                               
A tediare maggiormente, invece, sono le accuse che esulano totalmente da ogni commento tecnico e "di campo" per approfondire questioni e dinamiche interne al gruppo, il cui fine esclusivo è quello di alimentare polemiche e malumori che altro non fanno che destabilizzare un ambiente di per sé  piuttosto delicato: "Bonucci non è un leader"; "Bonucci è mal visto dai senatori nello spogliatoio".

La denunzia in merito alla non-leadership di Bonucci, francamente, temo sia di facile confutazione ad una rapida disamina di quanto precedentemente esibito dall'attuale capitano rossonero negli anni all'ombra della Mole (i dissidi con Massimiliano Allegri sono emblematici del forse eccessivo temperamento mostrato dal giocatore). 

Relativamente alle ipotetiche e millantate "spaccature di spogliatoio" conseguenti all'approdo di Bonucci in quel di Carnago, preferisco personalmente assimilarle a delle suggestive ricostruzioni il cui fondamento è di difficile individuazione.                                

Ciononostante, volendo desumere che dette dicerie siano anche in minima parte foriere di verità, un comportamento di questo tipo da parte di alcuni dei reduci della passata stagione  (si fanno insistentemente i nomi di Suso, Bonaventura e Montolivo) sarebbe del tutto fuori luogo ed ingiustificabile: al cospetto di un giocatore che ha dominato la recente storia calcistica italiana con la Juventus, arricchendo notevolmente anche la propria esperienza internazionale, le parole d'ordine debbono essere umiltà e voglia di apprendere, specialmente da parte di un gruppo che negli anni scorsi ha dimostrato di non essere all'altezza del blasone dell'AC Milan.  

Criticare Bonucci è legittimo? Sì, purché costruttivamente.                                                  Menzogneri e novellatori sono ospiti sgraditi. 


Christian Urbani
Amazing Milan                                                                                              
   


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