Attacco flop!


"La miglior difesa è l'attacco!" afferma un noto proverbio. Ebbene, oltre ad aver palesato delle evidenti lacune in fase difensiva, il Milan sembra stare vivendo una relazione piuttosto problematica con il gol.

I  rossoneri hanno totalizzato  soltanto 16 goal in 11 partite di campionato, bottino piuttosto misero se si considera che le squadre di vertice ne hanno segnati circa il doppio (Juventus 33; Napoli 32; Lazio 31). Dato ancor più sconcertante è che nelle ultime quattro partite giocate (rispettivamente AEK Atene, Genoa, Chievo e Juventus) i goal totali sono stati quattro, tutti siglati nel match del Bentegodi vinto per 1-4.   

Quali sono dunque le ragioni di tale insufficienza offensiva? A chi attribuirne la colpa? Come sempre, la verità è nel mezzo: vi è infatti un concorso di responsabilità fra la dirigenza (DS Mirabelli) ed l'allenatore (Vincenzo Montella).  

Invero, a mercato concluso, molti tifosi rossoneri manifestarono la loro insoddisfazione per il mancato arrivo di un grande attaccante, il famoso "top player" tanto decantato e più volte promesso dal management rossonero.       
Tuttavia, a seguito di una faraonica ed oculata campagna acquisti, la ciliegina sulla torta del mercato del diavolo fu Nikola Kalinic, definito "il funzionale" in quanto particolarmente adeguato ai principi di gioco (quali principi?) del tecnico di Pomigliano d'Arco.  

Nonostante le fondate perplessità di larga parte dei supporters, in molti, probabilmente confidando nella qualità dei nuovi innesti e nelle doti sartoriali di Vincenzo Montella, si convinsero della praticità dell'attaccante croato
Il Milan, inoltre, aveva precedentemente acquistato un ulteriore gioiellino del calcio europeo, l'attaccante portoghese Andrè Silva, piuttosto prolifico con la maglia della sua nazionale.

Sabato sera, comunque, il campo ha esibito agli occhi del Diavolo una triste sentenza: il cinismo, la determinazione e la spietatezza di un attaccante del calibro di Gonzalo Higuain, il quale, sfruttando adeguatamente quei pochi palloni messi lui a disposizione dalla squadra, è riuscito a perforare per ben due volte la porta salvaguardata da Gigio Donnarumma.    

Il match disputato dall'argentino a San Siro fa sorgere un interrogativo: non era dunque possibile, piuttosto che frazionare il budget per due "buoni" attaccanti come Silva (40 milioni) e Kalinic (25 milioni), investirlo totalmente in un marcatore di livello internazionale che potesse garantire quantomeno un rendimento di 20-25 goal in campionato?

"I top players non sono venuti perchè vogliono giocare la Champions" ha dichiarato Vincenzo Montella al termine del match perso per 0-2 contro la Juventus.          Sarebbe opportuno ricordare al tecnico campano la disponibilità, più volte palesata, di Pierre-Emerick Aubameyang a vestire la maglia rossonera: gabonese che, per ragioni a noi ignote, non è stato accontentato dai dirigenti rossoneri. 

Il tecnico del Milan, oltre a rilasciare delle dichiarazioni indiscutibilmente inopportune e fuori luogo, è certamente co-responsabile della scarsa propensione della squadra al gol.    

Archiviati infatti i difetti e le lacune del mercato, l'organico rossonero è, quantitativamente parlando, fornito di tre attaccanti di buon livello: oltre a Kalinic ed Andrè Silva, infatti, da menzionare è l'esplosione di Patrick Cutrone, il quale ha avuto un inizio di campionato decisamente sorprendente.  

Da due mesi a questa parte, invece, nonostante dunque l'ottima qualità della rosa a disposizione, Vincenzo Montella non è stato in grado di garantire alla squadra il benchè minimo barlume di gioco, mettendo in seria difficoltà i terminali offensivi rossoneri: quest'ultimi, infatti, per cercare la via del gol, sono costretti a fare affidamento quasi esclusivamente sulle loro (non eccelse) qualità individuali e le ultime uscite lo dimostrano.

L'attacco non gira, la squadra non rende, la classifica piange, la Champions League fugge, il tempo a disposizione del tecnico è agli sgoccioli, le preoccupazioni aumentano e i tifosi protestano.

Dopo i fasti estivi no, un'altra stagione di sofferenza proprio non ce l'aspettavamo



Christian Urbani
Amazing Milan










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