Flop a Genova. Di chi è la colpa?

Non ci sono parole per commentare la sconfitta subita dal Milan a Marassi. Il Milan, o il presunto tale perchè quello non può e non deve essere il Milan, s'è fatto male. Il dolore ha evidenziato ossa rotte e poco più di qualche trauma mentale che però potrebbe avere non poche ripercussioni nel prosieguo del campionato.
La Sampdoria non si limita a vincere, ma affonda più volte il dito nella piaga e umilia il malcapitato Diavolo che diavolo non è. Alla squadra genevose riesce tutto e, grazie al supporto del proprio pubblico, annienta ogni certezza rossonera mettendo all'angolo gli uomini di mister Montella per buoni 70' minuti dove il Milan non ha praticamente mai calciato verso la porta. 

I rossoneri non mostrano il mordente necessario per match difficili e subiscono l'onta mediatica subito dopo il match.

La domanda è: di chi è la colpa? Di Montella? Nì. Della squadra? Nì. Dei troppi giocatori nuovi? Ancora nì. Sono tutte mezze risposte perchè non si ha certezza ancora del "colpevole", ma questo Milan non è ancora degno di essere chiamato tale. 

Manca una continuità nel gioco, presenta troppi black out mentali, Montella non sembra in grado di saper leggere la partita e adottare i cambi adatti, troppi soldi stanno in panchina, la squadra non corre, Suso con il 3-5-2 non brilla e Bonaventura è utile come il due di coppe con la briscola a mazze. 

Certo, su tutti lo sciagurato protagonista è senza dubbio Zapata: il difensore ha smesso di giocare dopo il primo tempo e ha regalato due reti agli avversari (gravissimo l'errore sul primo gol). Perchè non Musacchio? Il turn over è giusto, ma a Genova non si poteva rischiare un giocatore che, ad oggi, resta uno dei più sopravvalutati dall'allenatore. 

Montella è ora che si decida a puntare sugli stessi uomini soprattutto in vista dei cruciali impegni di campionato contro Roma e Inter, due squadre che viaggiano sulle ali dell'entusiasmo. Due squadre che sono più organizzate di questo disorganizzato Milan.

Certo,il Campionato è ancora lungo e la pazienza purtroppo non è mai abbastanza, ma Montella deve lavorare tanto, tantissimo.



Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan

 

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