Contro la Spal non era semplice!

Due reti bastano al Milan per piegare le resistenze ferraresi e accodarsi al trenino composto da Juventus, Napoli e Inter. E anche se la vittoria sembra sia arrivata in scioltezza contro un avversario modesto, in realtà la sfida contro la squdra bianco blu non era affatto semplice.
La Spal era reduce da prestazioni positive contro le grandi come Lazio ed Inter (quest'ultima vittoriosa a San Siro dopo una prestazione tutt'altro che esaltante) dopo aver mostrato un atteggiamento più che propositivo e un assetto difensivo ben organizzato.

Ebbene, ieri sera il Milan non ha concesso nessun tiro agli avversari e li ha messi all'angolo per gran parte del match. Vero è che il 2-0 è arrivato grazie a due calci di rigore (Rodriguez e Kessie), ma il Milan ha dominato il match in lungo e in largo distruggendo ogni tipo di frangiflutti ferrarese.

Certo, questo Milan non ha brillato per gioco espresso, ma al momento contano i tre punti e, per i tifosi dal palato fino, c'è anche una parvenza di bel gioco in alcune trame offensive soprattutto con il coinvolgimento degli esterni di centrocampo. Nota più che positiva è quella di non aver subìto gol.

Vincere contro squadre neopromosse era ormai diventato un taboo negli ultimi anni e forse l'anno scorso una sfida come quest'ultima il Milan non l'avrebbe vinta. È fondamentale sottolineare questo dato: il Milan sa fare la grande contro le piccole e sembra avere abbandonato l'atteggiamento da provinciale che lo aveva caratterizzato nelle ultime deludenti stagioni.

Tra i migliori in campo ha figurato sicuramente Biglia: il nuovo metronomo rossonero è il faro della squadra, un regista che al Milan mancava e che oggi sta deliziando i tanti tifosi rossoneri che ieri gli hanno pure tributato una standing ovation al momento della sostituzione.

Buona la prestazione di tutta la squadra, ma manca ancora quel qualcosa che possa fare effettivamente la differenza. Quando Calhanolgu e Silva entreranno pienamente nei meccanismi di gioco, quella rossonera sarà una vera e propria corazzata. Se il turco ha peccato in fase offensiva mostrando grandi doti in fase difensiva, Silva è sembrato volere risolvere il match da solo e la sua frenetica ricerca del gol, al lungo andare, potrebbe anche rivelarsi un'arma a doppio taglio. È giusto, dunque, che Montella lo gestisca come meglio creda.

La squadra c'è, il gioco ogni tanto appare, ma questo gruppo deve affiatarsi, deve diventare squadra in toto. Giocare ogni tre giorni, aiuta i compagni a conoscersi meglio ed ecco dunque che ci si prepara al match di Domenica prossima contro la Sampdoria in un Marassi che si preannuncia rovente. È in queste partite, però, che il Milan deve dimostrare di essere squadra.






Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan

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