San Siro riassapora il Milan e l'Europa

Sia chiaro: non si vuole, in questo caso, parlare di chissà quale partita di cartello. Il pubblico di San Siro, però, ha risposto presente alla chiamata alle armi dei nuovi lord del mondo rossonero.
Ieri sera 65mila spettatori hanno rispolverato i vessili della casata milanista e si sono dimostrati più grati che mai all'amministratore delegato Marco Fassone e al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, quindi alla nuova proprietà cinese. Lo striscione esposto sugli spalti è stato più che eloquente:"Mirabelli e Fassone, i più importanti acquisti della stagione!" Certo, sarà il campo a dare il responso per ogni acquisto, ma finora sembra proprio che il duo, posto al timone del Milan dalla proprietà cinese, non abbia sbagliato un colpo.

È cambiato tutto: l'aria che si respira a Milanello sembra più rarefatta, un segnale chiaro di come questa squadra sembri già programmata per volare in alto e solcare i campi degli eroi, di quelle scene olimpiche rimaste, troppo a lungo, lontane dagli occhi del mondo rossonero. Tutto sembra essere ritornato normale e il Milan sembra essersi riscattato da un quinquennio buio e oltremodo ridicolo.

E allora perchè è importante una partita come Milan - Craiova? Sono tre punti a renderla importante. Il primo è che il Milan è tornato a calcare il palcoscenico europeo, anche se della competizione minore. In secondo luogo è il mercato a fare la differenza: sono arrivati tanti acquisti e c'è molta curiosità di vederli all'opera da parte di quei tifosi che hanno subìto l'onta delle estati umilianti condite con parametri zero e mezzi calciatori passati come fuori classe. E proprio i tifosi sono il terzo, forse più importante, motivo circa la partita contro la squadra rumena. Il popolo milanista ha riempito gli spalti della "Scala del Calcio" e non s'è risparmiata: Fassone ha chiamato e il popolo ha risposto. S'è creata quella scintilla, la scintilla di "cose formali", che ha fatto innamorare i tantissimi tifosi rossoneri.

Certo, la strada verso il traguardo è lunga e impervia, ma il nuovo percorso, intrapreso dalla nuova società del presidente Li, non deve porsi limiti. E i ragazzi, gli undici scesi in campo, hanno capito fin dalla fase di riscaldamento quali fossero le aspettative dei tifosi: si gioca per vincere e per fare spettacolo. Troppo poco il tempo per creare un amalgama degno di tal nome, ma si sono viste cose molto buone, a tratti un buon calcio con una buona tenuta del campo. I ritmi, però, restano ancora blandi per via della preparazione atletica ancora in corso.

Si vedono già i giocatori di personalità: Musacchio e Rodriguez confermano la buona prestazione della gara di andata; Conti è un treno in moto perpetuo ed è dotato di ottimi inserimenti conditi anche dal fiuto del gol (che ha ciccato clamorosamente, ma sono dettagli); Kessie sembra un veterano, un giocatore esplosivo che non conosce la parola resa, è il classico "faccio tutto io" compreso i gol, anche spettacolari (e peccato per quel fuorigioco). I neoacquisti subentrati nel corso della ripresa non hanno avuto modo di esprimersi al massimo, ma hanno già deliziato i 65mila con delle giocate molto interessanti: Calhanoglou e Andrè Silva sono abili nello stretto, rapidi e in grado di mettere in porta i compagni di squadra. Il turco è decisamente più abile nel giocare con la squadra; il portoghese s'è intestardito in dribbling non funzionanti in toto, ma in grado di regalare gioie per gli occhi dei rossoneri. Bonaventura è il primo a presentarsi a San Siro con il gol al minuto 9' dopo la forzata assenza di tutta la seconda parte della scorsa stagione dopo il crack al ginocchio: il nostro Jack di cuori merita di stare su questo palcoscenico dopo le lacrime degli anni scorsi, nonostante la sua alma luce aabia reso meno amare certe notti del passato. Cutrone, invece, mette in rete (al 51' st), su una palla vagante in area, il gol negatogli dal palo nella gara di andata ed esplode in uno stato euforico. Il giovane attaccante diciannovenne rappresenta il Diavolo Rossonero sopito, sornione per anni e pronto ora fare e fuoco e fiamme di tutto ciò che gli capiterà davanti. E noi ci auguriamo davvero che il Milan possa ritornare Diavolo indiavolato, per il bene di tutti, per il calcio italiano.

Tralasciando le discrete prestazioni del resto dell'unidici, mi preme sottolineare il caloroso abbraccio di San Siro a Donnarumma: il figliol prodigo ringrazia quel tributo con una parata salva risultato. È pace fatta. Con buona pace di Mino Raiola.

A San Siro, dunque, il Milan vince, si qualifica ai play-off di Europa League dove incontrerà i macedoni dello Shkëndija

Vincono, soprattutto, i 65mila spettatori. 
A San Siro, ieri sera, ha vinto San Siro e il Milan non può che esserne felice.



Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan 

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