Diavolo d'un Milan!

Stavano tutti sul trespolo. Pronti a scagliare le peggiori ingiurie contro la terza uscita stagionale del Milan di questo nuovo corso. Eppure, zitti, zitti, si sono allontanati dalla tv con profonda mestizia. I gufi spariscono e ritornano a sputare sentenze sul nuovo gruppo voluto da mister Montella, profetizzando addirittura apocalittici fallimenti societari. Tutti dottori in economia, dunque... sì, ma con la laurea degli altri.
D'altronde come si potrebbero biasimare gli antimilanisti? Il disgustoso rumore dei fegati spappolati si sente a chilometri di distanza. Perchè tutto questo? Semplice. Era dall'estate del 2010-2011 che il Milan non acquistava giocatori degni dei colori rossoneri: infatti, nel giro di pochi anni, i vari atleti che hanno varcato i cancelli di Milanello sono stati soltanto delle ombre di talenti dispersi (o mai avuto) in chissà quale universo parallelo.

Oggi il Milan condotto da Fassone e Mirabelli, invece, ha comprato dieci nuovi giocatori, rivoluzionando i piani e di Milanello e di Casa Milan. Si è imposto nel mercato internazionale con l'acquisto di Andrè Silva, uno che avrebbe fatto gridare al "colpaccio" qualora fosse arrivato in una squadra di Bundesliga, Liga o nelle stesse squadre italiane come l'Inter e la Juventus; e, proprio dopo aver strappato Bonucci, a quest'ultima, s'è posto ai vertici del mercato italiano.  

Quindi è normale che la gente non era più abituata a vedere un tale cinismo in questo mercato da parte dei rossoneri. Bisogna comprendere lo stato d'animo di un interista, cui sono stati promessi top players, e di uno juventino, cui sono stati abituati a dettare le regole del mercato per anni e a cui è stato strappato uno dei simboli della juventinità più amata di sempre.

E allora, adesso, anche il più sornione dei tifosi rossoneri è pronto a far festa! Una festa dovuta alla consapevolezza di potere avere un ruolo da protagonista in questa, oramai prossima, stagione 2017-2018. Certo, la strada sarà impervia e, a tratti, potrà scoraggiare anche il più ottimista dei tifosi. Sarà compito però degli undici in campo a non fare scemare questo entusiasmo contagioso di queste prime uscite stagionali.

A proposito di uscite stagionali, la partita andata in scena a San Siro davanti a 40mila spettatori, incuranti del caldo e rincasati proprio per vedere nuovamente i propri beniamini, ha visto una sola squadra in campo. Il Milan ha rifilato un secco 6-0 ai macedoni dello Shkendija e si proietta virtualemente alla fase ai gironi. 

Mattori della serata sono stati Andrè Silva e Riccardo Montolivo, i gol dei quali sono stati conditi dalle reti di Borini e Antonelli. Il portoghese ha fatto vedere grande tecnica, forza fisica e senso del gol, ma sotto porta deve necessariamente migliorare: nonostante la doppietta, sono troppi i gol mancati davanti alla porta. L'ex detentore della fascia di capitano ha finalmente riassaporato il calore dei tifosi con una bella doppietta, che, si spera, possa rilanciarlo in questa nuova stagione.

Il turn-over messo in campo da Montella è, di certo, fatto in vista del match di Domenica contro il Crotone, ma l'undici sceso in campo vede quasi tutti i nuovi acquisti: mancano all'appello soltanto Musacchio, Rodriguez e Biglia. 

Cosa serve però a Montella? All'Aeroplanino serve tempo e pazienza, la pazienza dei tifosi. Il Milan non gioca fluidamente, ma comincia a divertire. Mostra una stabile tenuta difensiva, ma bisogna rendere più ermetica l'area di rigore presieduta da Gigio Donnarumma. I tre di centrocampo devono essere più veloci a girare il pallone e, rimanendo nella mediana, non credo che Calhanoglu si diverta a stare dietro il tridente d'attacco. Borini deve migliorarsi sottoporta. Insomma, il lavoro da fare è tanto, ma intanto ci si diverte.

L'anno scorso, di questi tempi, il Milan faticava anche con le piccolissime. Oggi sembra di no, e il tifoso rossonero deve esserne felice. In Europa manca da troppo tempo e, per ora, ha rispettato la sua tabella di marcia centrando la qualificazione ai gironi. Le altre in questi anni hanno raccolto solo delle misere e magre figure. 


Sì, l'avversario non era di spessore, ma oggi ai rossoneri interessa divertire il proprio pubblico, da troppo tempo lontano dai trionfi degni della leggenda. Per quest'ultimi in quel di Milanello stanno già lavorando. Senza precludersi traguardo alcuno. Sognare non costa nulla purchè si resti con i piedi per terra.

Agli espertoni di finanza, agli espertoni di Milan, un caloroso invito a rivolgere le proprie attenzioni alle cose non rossonere. Pensino al Beer Sheva, pensino ai Murgia. 




Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan

1 commento:

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