Gente di mare… che se ne va

Pazienza. Oramai siamo ridotti a godere delle disgrazie dei nostri cugini che, nonostante vagonate di milioni investiti sul mercato in estate ed in inverno, continuano a collezionare figure circensi in giro per la penisola.
Già, perché il cammino dei nostri diavoli nell’ultima fase di stagione, ma potremmo dire tranquillamente dall’inizio del girone di ritorno, è stato un lento e inesorabile supplizio intervallato solo sporadicamente da brevi sussulti come la vittoria di Bologna o il pareggio nel derby. Insomma carogne che si cibano di carogne.
A volersi sforzare di trovare un lato positivo in questo vespasiano di rifiuti calcistici possiamo almeno consolarci con il fatto che non ci saranno più dubbi su chi debba lasciare a fine stagione le desolate lande di Carnago.

In effetti, a ben pensarci, un finale travolgente dei Montella’s boys avrebbe probabilmente rischiato di rinnovare il contratto o di non far spedire su marte personaggi del calibro di Sosa, Gomez, Zapata, Mati e altri che per doveroso atto di pietà preferiamo non nominare nemmeno.
Non ci resta quindi che attendere queste ultime due giornate nella speranza, a dire il vero abbastanza remota, che si salvi almeno la faccia senza esporre il popolo rossonero ad altre secchiate di guano come sta avvenendo dalle parti di Appiano Gentile.
Dovremo però ancora leggere e ascoltare (speriamo per poco) delle faide tra chi sostiene Bacca o Lapadula, tra chi vorrebbe ancora Montella al timone o un altro non meglio precisato skipper per non parlare di quelli (davvero avveniristici) che riescono persino ad incolpare la nuova dirigenza per le magre post derby.

Su una cosa però questi ultimi visionari hanno un briciolo di ragione. Il modo deciso con cui Fassone e Mirabelli si stanno muovendo sul mercato ha definitivamente fatto capire agli abusivi in maglia rossonera che il tempo delle spore, muffe e funghi che infestano Milanello è finito. Con conseguente, se andrà tutto come auspichiamo, napalm e pochi superstiti.
Finalmente i vacanzieri in ciabatte in servizio permanente effettivo con la maglia del Milan saranno nei posti dove si trovano più a loro agio: sulla battigia di qualche stabilimento balnerare a farsi i selfie con espressioni idiote degne delle loro abilità pallonare.

Un paio di considerazioni finali. Montella, in mancanza di alternative di rango internazionale ha tutto il diritto di giocarsi una nuova chance con giocatori di spessore tecnico e morale diversi dagli attuali, fermo restando che anche lui, che fino a prova contraria è il responsabile tecnico della squadra, dovrà fare ben altro che limitarsi al compitino (ho una squadra da sesto posto e quindi siamo sesti…) o a dichiarazioni che vanno bene per una Sampdoria o un Torino, con tutto il rispetto.

Chiosa su Donnarumma. Da anni non avevamo un fenomeno con la F maiuscola in squadra. Un giovane portento proveniente dal vivaio di cui innamorarci e su cui investire dei sentimenti per il futuro. Questo però non deve distoglierci dal nocciolo del problema. Se è davvero milanista come dice di essere non c’è Raiola o stipendio che tenga. Basta dire “Io resto al Milan”. Cosi hanno fatto Baresi, Maldini e altri prima di lui, bandiere che hanno scelto la B (Baresi) o rinunciato a milioni tirati con le pale dal resto del mondo (Maldini) per diventare bandiere del Diavolo. Se invece l’obiettivo è arricchirsi a dismisura a 18 anni va benissimo ugualmente, non ci permettiamo di giudicare nessuno, soprattutto in tema di soldi. Però basta baci alla maglia e pugni sul cuore. Abbiamo vinto anche con Dida e il povero Pazzagli. Chi vuole capire capisca.



Andrea Matani

Amazing Milan

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