Caro Vecchio Milan...

"Caro Vecchio Milan,
È stato un cammino lungo e difficile, lungo quattro anni e forse anche troppo tribolato, ma sei finalmente arrivato.
Ti ho aspettato con fremito, speranza mista a dolore, indicibili delusioni.
Ho ascoltato i tanti fischi piovuti addosso alla tua gloriosa, ormai incolore, casacca rossonera.

Ho visto le tue mediocri rose affaccendarsi in campo umiliando la tua storia e i tuoi tifosi, vittime quotidianamente di inenarrbili sfottò, cui tu non hai saputo porre rimedio.E in tutto questo, gli altri vincevano e godevano, e tu, zitto e col capo chino, non osavi nemmeno guardare la testa della classifica. Tanta era la vergogna, da non volere nemmeno sentire parlare di competizioni europee in cui gli altri gozzovigliavano e divertivano. Cosa avevano in più Fiorentina, Inter, Napoli, Roma? Forse tutto, o forse nulla. Faticavo a credere al tuo declino, ma ho dovuto accettarlo incondizionatamente. Sei andato via, eppure non ti ho dimenticato. Come una Penelope ho tessuto numerose tele, ma tu non tornavi. Ogni anno, stavo lì, mestamente, a chiedere di te. Invano, ti ho aspettato, ma tu non arrivavi mai, mai. Eppure, la mia speranza non andava spegnendosi: quella flebile fiamma ha ricominciato a divampare dopo anni. Con Doha ho sentito riecheggiare il tuo nome negli albi della Supercoppa Italiana: "i mediocri hanno fatto l'impresa", così erano titolate le gesta di questo tuo nuovo corso dopo quattro anni di tempeste lontano dagli allori riservati ai vincitori. 
E oggi, finalemente, piango di gioia! 
 Amore mio, sei tornato! Come potevi stare lontano da me tanto a lungo? Sì, forse, non è la parte più bella di me, ma è un modo più che decente di farsi strada tra i grandi. Adesso, amami lungamente e non osare più abbandonarmi. Onorami come hai sempre fatto in occasioni come Londra, Vienna, Atene, Mancheester, Barcellona e Madrid, o nelle circostanze più amare come Bruxelles, Monaco e Istanbul.
Sarai, di certo, in grado di tornare ad amarmi come un tempo, ma adesso devi avere pazienza. 
Io ho sempre aspettato te, mio nobile sposo.
Bentornato!"
Tua Europa

Lo abbiamo immaginato così questo storico momento rossonero: il Milan, infatti, è tornato in Europa! Certo, è entrato dalla porta secondaria, quella dell'Europa League, ma è comunque un tragurdo raggiunto. Il merito di tutto questo va, sicuramente, al mister Vincenzo Montella. Il condottiero della rosa rossonera non ha mai mollato, anche quando tutti gli davano addosso senza un minima tregua, nonostante fosse sotto gli occhi di tutti la pochezza del materiale umano.

Quella contro il Bologna è stata, a detta dello stesso allenatore rossonero, una finale. E il Milan non ha tradito le attese e ha sconfitto le diffidenze che erano lì, proprio dietro l'angolo, pronte a spolparsi, in caso di un ennesimo passo falso, una rosa già spompata. Tutti promossi, o quasi tutti: l'insufficienza è propria della zavorra colombiana Bacca (un pallone giocato e tanta pigrizia) e Bertolacci, mister  25 milioni buttati al vento.

Dopo il solito noioso ed inguardabile primo tempo, il Milan si risveglia nella ripresa e punisce il Bologna dell'ex Donadoni con una giocata splendida tra Deulofeu, Pasalic e Mati Fernandez, finalizzata dal primo di questi. Come una in una favola, c'è spazio anche per Honda al posto dell'inguardabile Bacca: il giapponese firma il suo probabile addio alla "Scala del Calcio" con una punizione che, di fatto, consolida il risultato e spedisce il Milan in Europa. Il terzo gol di Lapadula è il giusto premio per un attaccante che può e deve fare di più, e che soprattutto sa farsi perdonare gli errori grossolani come quello del primo tempo a porta vuota. 

Dunque, il Milan, il prossimo anno, disputerà l'Europa League. E se la dirigenza non ha mentito, sicuramente riusciremo a vedere un progetto che punterà alla vittoria. Gli acquisti sembrano esserci, la dirigenza sembra sapersi muovere con tempismo, l'allenatore è stato confermato, alcuni membri della rosa sono stati valorizzati e proseguiranno la loro crescita all'interno di Milanello. Insomma, tutto sembra stare al suo posto, e tale organizzazione non si respirava da troppo tempo. Si sente entusiasmo e si percepisce voglia di fare.

Per ultimo, volevo sottolineare la compattezza del gruppo, unito a sollevare il proprio mister dopo il triplice fischio che ha sancito la conquista dell'EL. Montella s'è goduto il momento tanto atteso sia come padre sia come allenatore: e, finalmente, libero dalle preoccupanti tribolazioni di questo finale di stagione, s'è librato, sorretto dai suoi cari ragazzi, verso il cielo di San Siro. 



Andrea Armando Sciascia
Amazing Milan 

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