Il coraggio di osare

Lo diciamo in anticipo: saremo impopolari. Ma, se si decide di esprimere un opinione è giusto non scegliere la strada più comoda: quella della della ricerca del compiacimento di chi legge.
Il Milan esce da Pescara con un punto e, di fatto, tocca il fondo di una stagione al momento mediocre per quanto concerne il campionato. Mediocre? Certo. Perchè un anno fa di questi tempi, giornata più giornata meno, Mihajlovic era seduto comodamente in Europa, aveva massacrato l'Inter nel derby, era in finale di coppa Italia (il calendario favorevole non può essere considerato una colpa...) e il tutto con una dirigenza che gli remava contro più o meno dalla seconda giornata di campionato e dovendo gestire uno spogliatoio composto di luminari e specchiati professionisti tra cui Menez, Mexes e un certo Balotelli. Volendo stravincere potremmo dire che anche Bacca assomigliava ad un giocatore di calcio. Tutto rose e fiori? Ovviamente no, ad esempio la gestione di Suso a scapito di Honda grida ancora vendetta, ma questi sono i fatti.

Oggi, a otto giornate dalla conclusione del campionato siamo ampiamente fuori dal giro Europeo salvo crolli clamorosi di chi ci sta davanti e un inversione di tendenza nel gioco e nell'approccio che oggi sembrano quantomeno improbabili.
E' vero che i punti alla fine saranno più dell'anno scorso ma bisogna tenere conto di come il livello del campionato in corso sia decisamente mediocre come testimonia il rendimento delle ultime cinque squadre della classifica che stanno omaggiando chiunque dei tre punti.
Però va tutto bene e Montella è un fenomeno del pino. L'equivoco nasce dal fatto che Vincenzino, che incarna perfettamente lo stile Milan, rappresenta per il popolo rossonero la faccia bella da contrapporre alla dirigenza meschina ed incapace che ha fatto scempio della gloria del Diavolo e quindi, per definizione, non sbaglia mai. E qualora lo facesse le responsabilità sarebbero a prescindere delle cravatte gialle, di Maiorino e dell'uomo di Arcore.
 
Ora, dando per assodato che le responsabilità sono effettivamente ed inequivocabilmente del trio di cui sopra, troviamo sia anche giusto dare uno sguardo a cosa succede in campo. E quello che vediamo, dalla finale di Supercoppa in avanti (punto più alto della gestione Montella), è un involuzione continua nella proposizione di gioco e nella crescita di alcuni giocatori (vedi Locatelli). L'impressione è che dopo le scoppole di inizio anno (alcune oggettivamente immeritate come a Udine) si sia scelta pigramente la via più comoda, sfruttando l'alibi della rosa scarsa e la benevolenza di pubblico e critica: tutti dietro e palla a Suso o Deloufeu e speriamo che inventino qualcosa. Nessuna ombra di uno schema che non sia un lento possesso palla la cui sterilità è ormai sotto gli occhi di tutti, anche del Pescara e della sua “impenetrabile” difesa.

Tempo fa chiedemmo a Montella un guizzo. Un colpo di genio che rimettesse in carreggiata la corsa del Milan verso l'Europa. In parte l'inversione c'è stata ma più frutto di episodi favorevoli che di una reale consapevolezza. E ad onor del vero gli infortuni di Bonaventura prima e Suso poi non hanno certo aiutato. Ecco perchè un gioco consolidato servirebbe come il pane: proprio per sopperire a carenze strutturali come quelle del Milan attuale.
Pensare di non andare in Europa scalzati da Lazio e Atalanta (tra le cui fila ci sono Petagna e Cristante...) sarebbe francamente inconcepibile.

Coraggio Vincenzo, ci hai fatto credere che qualcosa fosse davvero cambiato, ora completa l'opera. Plasma il Milan con le tue idee, quelle che ti hanno portato al Milan. Se poi andrà male pazienza, ma almeno proviamoci come ci proverebbe il vero Milan.
Coraggio Vincenzo, ci vuole coraggio.



Andrea Matani
Amazing Milan

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