Incubi e deliri

E alla fine è arrivato, come la pioggia nel deserto, il gol di Zapata a ristabilire quello che era giusto e sacrosanto. Il Milan non meritava la sconfitta nel derby. Per le occasioni create nel primo tempo e per il forcing della ripresa. Per quanto in modo arruffato e affannato i ragazzi di Montella hanno messo l'Inter nella propria metà campo per quasi tutto il secondo tempo. E, nonostante le avventurose opinioni dello zio Bergomi nel post partita, secondo le quali i cugini avrebbero dominato la gara, questa versione non trova nessun riscontro nella realtà dei fatti e nella storia del match.

Montella ha finalmente lasciato nel cassetto la prudenza di questo girone di ritorno e ha giocato un "all in" che ha rimesso il Diavolo nel posto dove merita di stare, almeno per ora: in Europa. Il 3-3-4 finale di Glereaniana memoria non aveva appigli tattici logici ma è stato decisivo. Perchè ha dato il segnale al gruppo che il tempo delle attese, degli alibi e dei però era finito. Era il momento di decidere cosa fare di questa stagione. E il gruppo ha risposto strappando con le unghie un risultato che stava scivolando via solo e soltanto per errori individuali.  Certo, abbiamo capito che Bacca e De Sciglio devono essere schierati anche contro natura perchè devono mantenere una quotazione appena decente sul mercato con il solo fine di attrarre qualche pollo disposto all’ acchiappo in estate, ma ormai siamo al limite del masochismo tecnico. Tutto però è stato ricondotto sul giusto binario da Zapatone, dal suo parastinco e dagli dei del calcio. Gli stessi che ci avevano voltato le spalle nel derby di andata hanno chiesto perdono guidando la tibia del Colombiano all'impatto teleguidato del pareggio.

Questo Milan, al completo, ha una rosa da quinto posto (a meno che qualcuno non riesca a dimostrare, adeguatamente imbottito di sostanze di dubbia provenienza, che Atalanta e Lazio siano meglio) e la sesta piazza attuale è nell'ordine delle cose, viste le vicissitudini dell'annata, tra gestioni societarie al limite della farsa e infortuni vari e assortiti.
Il derby tuttavia, per come si era messo, poteva essere mortifero a livello psicologico per la truppa di Montella. Sia per lo slancio che avrebbe dato a quelli dell'altra sponda del naviglio (con conseguente legnata nelle gengive per i nostri) sia per le dinamiche post-closing che si sarebbero potute generare il via Aldo Rossi.
Immaginate solo per un nano secondo una sconfitta con la nuova dirigenza appena sbarcata a San Siro in pompa magna cosa avrebbe prodotto tra media prevenuti e tifosi dal disfattismo facile. 

Ah, per tutti gli esperti in arti divinatorie e gli emuli di Paolo Fox, oltre che per i neo laureati in economia Orientale, a quanto pare questi cinesi esistono, hanno messo i soldi e Berlusconi è fuori dal Milan, con buona pace di tutti quelli che erano già seduti in procura a Milano per vedere i suoi soldi di ritorno da qualche paradiso fiscale. Pazienza, sarà per un altra volta.
Non abbiamo la presunzione di dire che questa gestione sarà all'altezza dei trent'anni della reggenza Berlusconi, sicuramente non sarà cosi. Nessuno potrà far meglio, mai. E' però giusto tornare a tifare Milan senza pregiudizi, tutti quanti, tutti insieme. Senza prevenzioni politiche, senza essere per forza contro qualcuno. E' ora di tornare a tifare Milan.
Poi saremo vigili e obiettivi, e se verrà torto un solo capello alla storia e alla dignità del Milan saremo in prima linea e feroci come non mai per difendere ciò che è nostro. Ma fino a quel momento saremo con i colori rossoneri, come lo eravamo a Milan-Cavese e come lo siamo stati a Milan-Barcellona.
Chi sostiene, Tavernello alla mano, che fosse più dignitoso il Milan di Farina, beh, si trovi un bel gruppo di alcolisti anonimi e si iscriva: con tutto il rispetto, o non ha vissuto quegli anni o è in malafede.
 
Se i soldi ci sono davvero, come ci auguriamo, urgono almeno cinque rinforzi di prima fascia: un terzino sinistro dal piede mancino educato, un centrale dominante, almeno un centrocampista di livello europeo (che sia un regista o un incursore), una punta da venti/ventidue gol nel campionato italiano e un esterno offensivo che faccia anche gol. Perchè uno dei problemi di quest'anno è che si segna con il contagocce.
Tutto il resto è contorno.

Chiudiamo ancora con un ringraziamento a Berlusconi per quello che ci ha regalato in questi tre decenni e rotti (con buona pace delle vedove di Farina).
E grazie anche a Galliani. Gli ultimi cinque anni sono stati devastanti per il modo in cui ha gestito il Milan come se fosse “cosa sua” e dei suoi amici intrallazzatori. Ci sono però stati anche, ed è giusto ricordarlo, tutte le stagioni prima. Annate in cui ha regalato colpi e intuizioni. A volte raschiando il fondo del barile. Un barile che non era più colmo come negli anni ottanta/novanta.
Ora è tempo di tornare a urlare forza Milan e di goderci questa splendida Pasqua. Perchè è stata una splendida Pasqua. E forse saranno splendidi i giorni che verranno.


Andrea Matani
Amazing Milan

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