Il futuro è adesso!

Ammettiamolo. Quando Bacca si è autoazzoppato davanti a Buffon con la porta spalancata davanti invece di scolpire nella pietra il gol del 2-1 nel momento in cui i rossoneri stavano maramaldeggiato sulle ceneri della Juventus chi non ha pensato alla finale di Coppa Italia di qualche mese fa?
Invece stavolta gli dei del calcio hanno guardato dalla parte giusta e hanno recapitato il regalo di Natale a chi nell'arco dei novanta minuti e poi dei supplementari (anche se un po meno) ha dimostrato di esserci e di crederci.

Solo nei primi venti minuti iniziali la Juventus ha messo sotto il Milan, incartato forse per l'emozione dei tanti giovani o semplicemente in sudditanza davanti ai pluricampioni d'Italia. Poi i ragazzi di Montella hanno preso in mano le redini del gioco, mantenendo un certo equilibrio difensivo ed innescando gli unici due giocatori in grado in questo momento di fare la differenza: Bonaventura e Suso.
La squadra di Allegri ha confermato quello che si sa da tempo: gioco poco ma grande solidità e forza fisica. E solo grazie a queste armi che l'undici bianconero è rimasto attaccato al treno della partita nei momenti in cui avrebbe poturo perdere la maniglia.
Infatti era solo tramite le palle inattive o attraverso le percussioni centrali che la Juve riusciva a creare danni nell'attesa che qualcuno dei vari solisti riuscisse a trovare la giocata decisiva.

Il Milan, di contro, ha tessuto la sua tela con pazienza. Ha avuto il pregio di non disunirsi dopo il gol preso e di rimettere insieme i cocci di una partita che a quel punto poteva diventare un massacro. Non avendo ancora fluidità di gioco per via di un centrocampo troppo timido in fase di possesso e degli esterni difensivi ancora insufficienti quando devono dare supporto alla manovra i ragazzi si sono raccolti intorno alle loro certezze: Donnarumma, Paletta e Romagnoli per poi toccare di cesello con le poche armi oggi disponibili: Suso e Jack appunto.

La svolta del match si è avuta con la gestione dei cambi dei tue tecnici. Allegri ha rischiato tutto inserendo i Dybala e puntando sul tridente salvo poi rimanere senza cambi per gli infortuni di Alex Sandro e Sturaro (tra l'altro tra i migliori finchè son stati in campo) e costringendo i suoi a rimanere con tre punte di ruolo nei supplementari quando ormai le energie erano oltre la spia della riserva.
Montella invece, che pure ha temporeggiato troppo lasciando in campo un Bacca impresentabile nel migliore momento del Milan, ha avuto ragione  con cambi conservativi potendo cosi arrivare in fondo con una squadra leggermente più fresca e meglio disposta sul campo. Con il senno di poi avremmo inserito Lapadula prima, per permettergli di giocare quando la squadra ha prodotto il massimo sforzo ma appunto, parliamo con il privilegio di chi arriva dopo.

I rigori contano tanto in termini di risultato ma hanno scarsa attinenza con il gioco del calcio, quello vero. Vincere o perdere a quel punto era una questione di freddezza, lucidità e stanchezza più o meno assorbita. La parata di Gigio sul tiro di Dybala dal dischetto però è stata qualcosa di molto vicino alla sindrome di Stendhal. Perchè l'argentino, il rigore, non lo aveva tirato male, anzi, lo aveva messo dove doveva. Ma il flash con cui la manona di Gigio lo ha stampato è ancora abbagliante per velocità e forza.
Questa è una di quelle foto da mettere, per la qualità del gesto tecnico, accanto alle prodezze dei grandi del passato. Perchè è il simbolo del nostro rinascimento.
E a chi dice che la Supercoppa non conta e che non dovevamo nemmeno essere li a giocarcela rispondiamo che hanno ragione. Ma queste sono le regole, piacciano o meno, e che un trofeo alzato è sempre un trofeo che finisce in bacheca e nell'albo d'oro il nome del Milan resterà per sempre.

Salutiamo questo duemilasedici portandoci dietro un Milan nuovo, giovane e che ci rende finalmente orgogliosi. L'ossatura per un Milan vincente è apparecchiata con Donnarumma, Romagnoli, Calabria, Locatelli e Jack. In attesa che Niang decida se vuole diventare un campione o restare un emulo del peggior Balotelli. Rimangono da sistemare il gioco offensivo e inserire quel paio di giocatori che possano garantire l'ultimo salto di qualità.

Buone feste Milanisti, il futuro è adesso.


Andrea Matani
Amazing Milan

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