Una notte d'incanto al Camp Nou

C'era una volta un papero. O meglio, c'era un volta un ragazzino brasiliano di diciassettenne che venne acquistato dal Milan nell'estate del 2007 alla strabiliante cifra di ventidue milioni di euro, somma mai pagata prima per un minorenne.

Il motivo per cui oggi ho deciso di parlare di Alexandre Pato risale esattamente a cinque anni fa:
13 settembre 2011, gironi di Champions League, Barcellona - Milan.
Camp Nou. La squadra blaugrana al massimo della forma e probabilmente più forte di sempre con Guardiola in panchina e Messi, Xavi e Iniesta in campo; la squadra rossonera costretta a schierare Cassano e Pato in attacco con Boateng a sostegno, date le pesanti assenze di Ibrahimovic e Robinho.

L'orologio segna le 20.45 e il fischio di inizio non tarda ad arrivare.
Passano appena dodici secondi, Abbiati rilancia nella metà campo del Barcellona e Nocerino vince un rimpallo e serve il pallone a Pato nella zona del centrocampo. Ed ecco che improvvisamente il papero parte come una scintilla sfrecciando tra le maglie della difesa catalana. Una volta arrivato di fronte a Victor Valdés, il portiere spagnolo, senza esitare lo buca con una palla rasoterra che passa precisamente in mezzo alle sue gambe e gonfia la rete.

Sono passati 24 secondi dall'inizio della partita. Non è un record, ma si aggiudica il quinto posto tra i gol più veloci nella storia della UEFA Champions League.
Purtroppo questo non basta per portare i rossoneri alla vittoria ma contribuisce ad un bel pareggio, agguantato al novantaduesimo con l'ultima azione: Thiago Silva segna di testa su calcio d'angolo battuto da Seedorf.

E i giornali del giorno successivo esplodono.


Quell'anno la stagione per il Milan si chiuse con 31 vittorie su 52 partite disputate, delle quali 24 in Serie A; Zlatan Ibrahimovic a capo della classifica marcatori con ben 35 reti e un secondo posto, che ancora brucia un pochino.



Alessia Conzonato
Amazing Milan

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