PerBacca, che Milan!

Partire con il piede giusto era fondamentale e, seppur con qualche patema finale, cosi è stato. La partita contro i granata era tra le più ostiche che ci si potessero aspettare. Ex allenatore moderatamente avvelenato, squadra rinnovata e piena di entusiasmo e rodata da un turno di coppa Italia. C’erano tutti gli ingredienti per mandare in malora il vernissage di San Siro.
Invece, finalmente, si è partiti con una prestazione che, al di là dei tre punti, è importante per il gioco espresso, per quelle paroline oggi tanto care ai tecnici: i principi di gioco...


Attenzione non abbiamo visto certo giocare il Barcellona ma rispetto al nulla cosmico degli ultimi due anni, beh, tanta roba. Il tentativo di costruire l’azione dal basso (per onestà va detto che già Mihailovic ci aveva provato allo sfinimento prima che i risultati negativi lo inducessero a passare ad un approccio meno poetico) è stato lodevole cosi come l’intenzione di verticalizzare verso le punte appena possibile sfruttando gli inserimenti degli esterni d’attacco. Ma l’aspetto tattico più rilevante è stato il non banale innalzamento dei terzini in fase di possesso in posizione di ala accentrando Niang e Suso vicino a Bacca per creare densità in area e portare fuori i marcatori centrali avversari.
Finezze certo ma anche spunti e idee che fanno capire come ci sia un lavoro organizzato alle spalle (leggere settimana a Milanello) e una ricerca di arrivare al gol costruendo anziché distruggendo.
 
Certo, le note negative non sono mancate. Se Bonaventura nella posizione di interno (mezz’ala per parlare come si mangia) può garantire una pulizia maggiore dell’azione sulla falsariga di Seedorf nel primo Milan Ancelottiano, Kucka dall’altro lato e soprattutto Montolivo in cabina di regia non sono il cast di supporto adeguato per completare il progetto: ottimo lottatore ma poco tecnico il primo, troppo lento e privo di fosforo il secondo. Infatti, una volta crollato il terzetto in mediana e messo in cantina il tentativo di gioco per sopravvenuti limiti di ossigeno si è andati in gondola negli ultimi venti minuti costringendo la difesa ad una sofferenza non necessaria. Troppo anarchico Poli per dare ordine ad un reparto in difficoltà e con tre punte ormai staccate dal resto delle linee.


In attesa di un rinforzo dal mercato degno di questo nome ci permettiamo sommessamente di dare fiducia a Mauri, che forse non sarà Iniesta ma certamente per carta di identità e prospettive è certamente la migliore alternativa nel roster, tra l’altro fortemente voluto un anno fa e poi misteriosamente lasciato in naftalina da tutti prima che Brocchi gli regalasse qualche manciata di minuti.


Chiudiamo infine con un omaggio a Paletta. Non sarà il miglior giocatore in rosa per fare bella figura nelle foto di gruppo ma il contributo che sta dando in questa estate travagliata è decisamente superiore a quello fornito da Zapata e compagni di merende nell’ultimo lustro. Forse meglio dare un occasione di continuità a lui piuttosto che imbarcare carneadi buttando altre banconote delle poche rimaste nell’esiguo forziere di via Aldo Rossi.
Per i giudizi definitivi sul mercato attendiamo il 31, non sia mai che succeda qualcosa.




Andrea Matani
Amazing Milan

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