#LeggendeRossonere: Kakà

"Io alla Juventus uno che si chiama Kakà non lo prenderei mai". (Luciano Moggi durante la presentazione alla Juventus di Nicola Legrottaglie). L'acquisto di Ricardo Kakà Iczeson Leite può essere tranquillamente considerato come il più grosso affare dell'era Berlusconi

Nell'estate 2003, dopo l'estasi calcistica di Manchester, il Milan acquistò Cafù dalla Roma, Pancaro della Lazio e sborsò 9 milioni di euro al San Paolo per questo simpatico smilzo brasiliano smantellando la forte concorrenza di Chelsea e Inter.

Arrivato come signor nessuno il brasiliano ci mise veramente poco per scioccare l'ambiente di Milanello. Al primo allenamento, Ricky mise palla a terra e fece rimanere a bocca aperta Carlo Ancelotti. Talento, classe ed eleganza:  il Milan aveva acquistato un fenomeno. La "stecca" da dietro al minuto 10 del primo allenamento, realizzata dall'ineffabile Rino Gattuso, ne certificava lo status di fuoriclasse. 

WE BELONG TO RICKY : 

Della prima stagione (la 2003-2004) di Kakà abbiamo scelto 2 gol per descriverne la grandezza. Il primo è quello realizzato al Bruges in Champions League. In una partita di estrema sofferenza il Milan riusciva a vincere al 90' grazie ad un grandissimo gol del brasiliano su cross al bacio di Cafù. Il dolce tocco di piatto destro in terra belga descriveva a perfezione le qualità del suo calcio: pulito, essenziale, elegante.

La seconda rete è quella del pareggio nell'indimenticabile derby di ritorno vinto 3-2 in rimonta contro l'Inter di Zaccheroni. Una galoppata da centrocampo  terminata al limite dell'area interista veniva conclusa con un destro che trafiggeva Toldo. In questa circostanza il brasiliano mostrava due suoi marchi di fabbrica: la progressione e la capacità di controllo del pallone. 

La stagione si concludeva con il diciassettesimo scudetto; i giocatori migliori furono Shevchenko, autore di 24 gol e Kakà che chiuse il suo primo anno in rossonero con 10 gol in campionato e svariati assist. 

UN UOMO IN MISSIONE : CHAMPIONS LEAGUE 2007 

Il vero capolavoro realizzato da Kakà risale alla stagione 2006/2007. Da leader assoluto il brasiliano trascinava la squadra verso una meravigliosa affermazione europea. Le partite contro Celtic, Bayern Monaco e Manchester United rimangono perle da trascinare ai posteri. L'immagine di lui festante sotto il cielo di Atene è stata per anni screen saver dei nostri computer (gli smartphones ancora non esistevano). 

Gli spot di quella stagione furono i gol relizzati nella gare d'andata e di ritorno contro il Manchester United. Nella partita d'andata Ricky, defilato a sinistra, si inventò un sombrero che mandò completamente in confusione Evra ed Heinze che finirono per scontrarsi fra di loro arrivando a tu per tu contro Van Der Saar. Destro dolce in rete, mani alzate al cielo, 1-2 per noi, Atene non è poi mica così lontana. La partita finirà 3-2 per i red devils, ma al ritorno a San Siro sotto un acquazzone terribile i veri diavoli furono quelli con la maglia rossonera. Sponda di Clarence, sinistro di Ricky, esplode la Sud. 1-0 
Succesivamente, Seedorf e Gilardino chiusero la pratica facendo diventare realtà quello che fino a qualche mese prima era effimera illusione. Si va ad Atene, andiamo a prenderci la coppa per la settima volta e la rivincita contro il Liverpool di Steven Gerrard e Rafa Benitez. 

NON SI VENDE KAKA' :

L'epilogo dell'avventura di Kakà al Milan non fu dei più felici. In un clima surreale a San Siro, durante un Milan-Fiorentina terminato 1-0 con gol di Pato, tutta la tifoseria rossonera si schierò contro la cessione del brasiliano in quei giorni promesso sposo del Manchester City per la cifra record di 100 milioni di euro. Berlusconi, commettendo un grossissimo errore dal punto di vista manageriale, decise di trattenere il giocatore per poi "svenderlo" a giugno ad una cifra inferiore al Real Madrid di Florentino Perez. Il Milan nell'arco di un mese perse Ancelotti, Maldini e infine Kakà.

La sua cessione pose fine ad un modo di vivere il "Milan" che non è più tornato in auge nemmeno ai tempi di Ibrahimovic. I migliori anni della nostra vita da tifosi coincidono con quelli del brasiliano in maglia rossonera. 

Il suo ritorno nella disgraziata stagione 2013/2014 gli permise di raggiungere quota 100 gol con la maglia milanista, il club che più lo ha amato e che più di ogni altro ha saputo cogliere la sua essenza di campione. 

Andrea Rastelli
Amazing Milan

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