La fine di una vita da milanista

Trentasette anni con al petto lo stemma del Milan, un record assoluto nella storia della società. Mauro Tassotti, più di chiunque altro, più del presidente Berlusconi stesso, rappresenta il passato glorioso del club.
Fatta eccezione per Franco Baresi, era l'ultima e una delle poche bandiere a trasmettere ancora il DNA milanista alle nuove generazioni.


Tassotti lascia il Milan senza rammarico, ma a proposito di questo decide di togliersi un sassolino dalla scarpa dichiarando che se a qualcuno non viene concessa l'opportunità di lavorare, è dura dimostrare di avere le qualità per un ruolo.
E come biasimarlo? Insomma, sappiamo bene che le occasioni non sono mancate. Soprattutto in questo lungo ed estenuante periodo di continui cambi di mister, forse una possibilità Mauro l'avrebbe meritata.
Ma come lui stesso ha manifestato più e più volte, il suo cuore sarà sempre e incondizionatamente per questi colori. Un uomo che da calciatore ha collezionato numerose vittorie e trofei e tanta esperienza da vice allenatore.

Il ricordo che porta più di tutti gli altri porterà con sé, come ricorda anche Paolo Maldini nel suo saluto a Mauro sui social networks, è la vittoria della prima Coppa dei Campioni nel 1994. Una soddisfazione più che meritata, alzare quella coppa da capitano dopo uno schiacciante 4-0 contro il Barcellona.

Ma il Milan non è riuscito a dare a Tassotti l'unica cosa di cui avesse davvero bisogno: il campo. Infatti, l'ultimo anno passato sulle tribune come osservatore ha riportato alla luce una forte nostalgia.
Chi è riuscito davvero a capirlo e farlo sentire stimato e gratificato, come la società rossonera non è probabilmente mai riuscita, è Andriy Shevchenko. Il suo nome e quello di Andrea Maldera, che lo seguirà in questa sua nuova avventura, saranno l'unico legame che da qui in avanti avrà con il Milan.


Per ricominciare ad allenare ha quindi scelto di affiancare l'ex rossonero e amico sulla panchina della nazionale ucraina.
Le parole di Maldini non furono mai più vere: "lo so che ti mancherà, ma tu mancherai ancora di più a questo club". E noi non possiamo far altro che augurargli il meglio, nella speranza che in un futuro più roseo possa esserci ancora spazio per Mauro.

Alessia Conzonato
Amazing Milan

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