#LeggendeRossonere: Andriy Shevchenko

Andriy Shevchenko ha segnato l'adolescenza di tanti tifosi rossoneri a cavallo degli anni 90 e 2000.
Nessuno è riuscito a segnare così tanto, ad essere sempre decisivo nelle partite importanti. Quando arrivavano il derby e il big match contro la Juventus "Sheva" non sbagliava mai, era implacabile. Come tutti i cavalli di razza, più la partita era difficile più lui segnava.


GLI INIZI

Shevchenko
si trasferì dalla Dinamo Kiev al Milan per la cifra di 23 milioni di euro. L'ucraino, forgiato dagli allenamenti militari del "Colonnello" Lobanovsky, si presentò a "Milanello" in condizioni fisiche e tecniche invidiabili. Il debutto in serie A venne bagnato con un gol al debutto al Lecce di Cavasin, ma la prima prestazione "monstre" di Sheva avvenne all'Olimpico di Roma contro la Lazio di Eriksson. In una partita incredibile, finita 4-4, Shevchenko fece una tripletta. In quei 3 gol contro la squadra bianco-celeste l'ucraino mostrava tutte le sue qualità. Velocità, ottimo senso dell'anticipo e freddezza davanti al portiere. La Serie A e il Milan avevano scoperto un campione di livello mondiale. La prima stagione si concluse con il terzo posto della squadra guidata da Zaccheroni e con la vittoria della classifica dei cannonieri da parte di Shevchenko. 


THE SHOT


Il gol più bello segnato da Sheva con la maglia del Milan fu quello realizzato alla Juventus nel Dicembre 2001. L'ucraino saltò Davids, Iuliano, Montero e Pessotto lasciando partire un destro a giro dal vertice destro dell'area di rigore che sorprese clamorosamente Buffon. Un gol pazzesco che fece esplodere San Siro.

La Juventus per anni è stata per anni la vittima preferita di Shevchenko. Dalla stagione 1999/2000 alla 2003/2004 l'ucraino riuscì sempre a segnarle almeno una volta a stagione.
Un gol su calcio di rigore ce lo ricordiamo tutti.

28 MAGGIO 2003: MILAN 3-2 JUVENTUS d.c.r

Campioni d'Europa per la sesta volta battendo in finale gli odiati bianconeri, dopo aver eliminato nella semifinale in due partite durissime l'Inter di Cuper. La vittoria delle vittorie, la rivincita di Carlo Ancelotti, lo sguardo di ghiaccio di Sheva contro quello impaurito dalla sconfitta di Buffon prima di battere l'ultimo calcio di rigore. 

L'eden calcistico toccato con un dito. A Sheva sono legati tutti i ricordi più belli degli ultimi anni di Milan, forse i più belli della nostra vita. Il giorno in cui annunciava il trasferimento al Chelsea, in una delle conferenze stampa più tristi di sempre, finiva un modo di intendere il Milan, una filosofia che aveva consentito di dominare il mondo alle squadre di Sacchi, Capello e Ancelotti. I facili soldi del Chelsea di Abramovic e la "London Calling" da parte della moglie Kristen prevalsero sulle intrinseche volontà del giocatore, e da li in poi il Shevchenko che avevamo conosciuto si smarrì, non combinando più nulla di buono nell'antica terra d'albione. 

"Non è un fenomeno però, che gol che fa, il fenomeno lascialo là, qui c'è Sheva!"

 
 Andrea Rastelli
Amazing Milan 

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