14/05/2016: La vergogna

Ci sono stati tanti Milan brutti in passato. Alcune versioni del Diavolo sono state cosi brutte da finire in serie B ma nessuna ha mai lasciato il campo dando la sensazione di non aver nemmeno sudato come quella dell'altra sera contro la Roma. Qualche tifoso ha avuto “l'onore” di vedere la Cavese vincere a San Siro, Blissett sbagliare un gol nel derby da mezzo metro con la porta spalancata davanti. Ma mai, e sottolineiamo mai, i tifosi hanno avuto la sensazione che i giocatori fossero scesi in campo senza nemmeno la voglia di battersi come nella giornata in cui l'ultimo degli immortali, Christian Abbiati, lasciava il calcio.

Gia l'anno scorso ad Udine si pensava di aver toccato il fondo. Poi, in questa stagione, con l'Atalanta ci si era andati nuovamente vicino ma quella di ieri sera è stata una prestazione che ha messo seriamente a dura prova la pazienza infinita dei cuori rossoneri.
Una formazione molle, svogliata, senza nemmeno un briciolo di orgoglio da mostrare al pubblico nell'ultima uscita di un ennesima annata fallimentare, quella che ha indegnamente calpestato il prato del Meazza di fronte alla Roma.

Un bel giro di campo a prendersi i meritati fischi e chiedere scusa per un finale imbarazzante di campionato sarebbe stato almeno auspicabile, invece non c'è stato nemmeno quello. Perchè è giusto dirlo una volta per tutte: In campo vanno i giocatori e i “nostri”, con la “N” e non la “M”, non hanno nemmeno, tra le loro poche qualità, quelle dell'autocritica e dell'onore. Bambocci viziati che si ritengono campioni solo per il fatto di poter sfrecciare le proprie Lamborghini da una discoteca all'altra.


Certo Brocchi, che se possibile è riuscito a fare peggio di Sinisa, ieri ha avuto le sue responsabilità schierando una formazione cervellotica con Romagnoli (centrale pagato 25 milioni) terzino sinistro e riproponendo Bertolacci e Kucka in mediana quando sono palesemente nelle condizioni delle mummie del museo egizio di Torino. Per non parlare dell'ennesima riproposizione del fantasma di Balotelli per cui veramente non riusciamo a capire quali opportunità debba ancora avere a scapito di Luiz Adriano per capire che non è più presentabile.


Ma sarebbe riduttivo parlare solo dell'ultima vergogna, perchè in discussione c'è tutta una stagione dove la società è la prima responsabile dello sfacelo e delle umiliazioni a cui i tifosi sono continuamente sottoposti. Dal mercato (oneroso, occorre ricordarlo) condotto senza capo ne coda, affidandosi ai soliti amichetti al mancato sostegno fornito al Mihailovic nei momenti di difficoltà quando, nonostante tutto, la baracca era stata in qualche modo rimessa in piedi. Concludendo con la farsa Brocchi, che sicuramente farà una buona carriera al contrario di Inzaghi, ma che ha finito per generare ulteriori crepe in uno spogliatoio già di per se devastato dagli ominicchi che abusivamente lo frequentano.
 

Ecco il secondo vero problema: gli uomini prima dei giocatori. Puntare su ominidi quali Balotelli, Boateng, Montolivo o Menez per rilanciare una squadra che dovrebbe avere almeno affidarsi agli zebedei per far contenti i tifosi è un suicidio tecnico annunciato.
Perchè ricordiamolo, il vero tifoso milanista sarebbe disposto a sopportare un decimo posto, ma con un progetto tecnico chiaro, basato sui giovani e con gente disposta a sputare il sangue contro chiunque per portare a casa anche un misero punticino.


Ecco, da qui vorremmo ripartire, da un progetto. Cinese o non cinese che sia. Talenti giovani in casa ne abbiamo: Calabria, Romagnoli, Locatelli, Niang e il portento Donnarumma con qualche senatore dal cuore rossonero come Antonelli potrebbero costituire la base per un undici dignitoso anche se non subito vincente. Ma mai più vorremmo vedere uscire dal tunnel di piazza Axum Balotelli e la sua indolenza, Boateng e il suo moonwalk, Menez e i suoi tatuaggi, Bertolacci e la sua spocchia, Montolivo e suoi viaggi ad Arcore nascosto nel bagagliaio.


Chiudiamo con un ringraziamento ad Abbiati, l'ultima leggenda del Milan che vinceva. Meritava un addio diverso, i sui compagni lo hanno omaggiato con una prova oscena. Fa bene a lasciare, come ha detto lui stesso, per non essere immischiato con personaggi con i quali non merita di essere accomunato.


Da piccoli l'ultima giornata del campionato era un momento triste perchè ci lasciava per tre mesi senza il nostro amato Milan. Oggi è diventato un momento di sollievo perchè pone fine alle nostre sofferenze. Ah no, scusate, ci attende un ultima cocente umiliazione a Roma. O forse no...



Andrea Matani
Amazing Milan

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