Luci e Tenebre sul Milan

Arde nuovamente il fuoco degli inferi a San Siro. E a soffiare sulla brace che ha scatenato l'incendio è stato il miglior Milan della stagione. Una squadra finalmente tonica, quadrata, in grado di tenere testa a quella che, al netto dei limiti attuali è stata a lungo la capolista del campionato.
Dove finiscono i meriti del Milan e dove inizino i demeriti della banda Mancini è pure esercizio di stile. Alla fine contano i numeri e questi parlano di tre gol a zero e un dominio nel finale che avrebbe potuto portare alla goleada se Balotelli non avesse interpretato la sua comparsata alla stregua di un esibizione circense addobbata con la solita ammonizione.


Mancini, allenatore sopravvalutato come pochi, ha perso il duello con l'amico/nemico Mihajilovic e questo è il vero punto nodale della serata. Già, perchè Sinisa, il vituperato Sinisa, dopo aver attraversato il mare in tempesta, ha per il momento portato la nave in un porto accogliente in attesa che la società e la stampa complice mettano altri iceberg davanti al Titanic che il serbo da inizio campionato sta cercando di trasformare in un incrociatore.
La dignità morale e la professionalità di Mihajilovic stridono di fronte agli attacchi notturni che anche in una serata di gioia come quella di ieri gli sono stati rivolti dal presidente.
Stridono se si pensa al nulla assoluto di chi lo ha preceduto, zerbinato e quindi protetto nonostante un anno fa di questi tempi avesse già alzato bandiera bianca su tutti i fronti rimanendo in sella sul proprio ronzino anche di fronte all'evidenza di sfaceli continui.
Certo Miha non sarà Sacchi, Guardiola e forse nemmeno Sarri, ma occorrerebbe maggiore rispetto, anche da parte dei tifosi per chi, nonostante tutto è riuscito a creare un gruppo solido, mettendo in riga gente abituata a distinguersi parlando alle spalle di compagni e tecnici viaggiando nel portabagagli delle berline in direzione Arcore.

Velo pietoso sulla società, dove appunto regna il nulla assoluto. Tenebre che oscurano qualsiasi fioco zampillo di dignità. Mentre la Juventus fa il pieno di talento in giro per l'Italia dimostrandosi avanti dieci anni rispetto alla concorrenza e, di fatto, ponendo le basi per altri lustri in testa alla classifica come nemmeno il Celtic nel campionato scozzese, ecco che noi preferiamo distinguerci per i goffi tentativi di cessione di giocatori se non altro dignitosi e sbandierati appena sei mesi fa come “grandi colpi” (Luiz Adriano) oppure di giovani su cui occorrerebbe almeno provare a insistere (Niang).


Povero Diavolo, che pena ci fai. Eppure, in questa landa desolata che è Casa Milan, oggi si dovrebbe anzi si deve gioire. Perchè la vittoria nel derby deve essere festeggiata come merita. Ricordando il vecchio Mark Hateley e la sua incornata in quel lontano 1984 e che oggi sembra cosi vicino.
Forza vecchio Milan, sempre!
Tu resti, le cravatte gialle, prima o poi, sgualciscono.


Andrea Matani
AmazingMilan

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