Su e giù dal carro!

In Italia, si sa, lo sport più praticato dagli amanti della pedata da bar o dagli stessi giornalisti “intenditori” è quello della lapidazione preventiva dei propri beniamini. Salvo, beninteso, la rapidità con la quale gli stessi esperti detrattori al primo risultato utile risalgono poi sul carro per sciorinare epinici di ogni genere anche solo per una miserrima vittoria su autorete.
Ecco quindi che anche il buon Sinisa, vituperato da stampa e affini nelle ultime due settimane come nemmeno Provenzano, sia oggi diventato un fine tattico e uno stratega illuminato per essersi convertito al 4-4-2, cosa che per altro aveva annunciato in tempi non sospetti subordinando la scelta al rientro in pianta stabile di almeno tre punte nel roster già prima della partita con il Torino.


La nostra posizione, per chi ha avuto la sventura di leggerla in passato, è sempre stata chiara in proposito. Certo, Miha non sarà Guardiola, ma certamente nemmeno un Menichini qualunque. La squadra che gli è stata messa a disposizione (spendendo, lo ricordiamo, un bel novantello sulla ruota di Milano e... Genova) non è certo da prime tre e sopratutto è stata costruita seguendo un filo logico nullo. Molte carenze della rosa non sono state colmate in estate nonostante l'arrivo, indiscutibile, di buoni e talvolta ottimi giocatori.

Ed è qui che si vedono le cose buone fatte da Sinisa. Innanzi tutto basterebbe ricordare la valorizzazione di Donnarumma. Osteggiato da moltissimi all'esordio al grido di “Cosi lo brucia!” ora abbiamo un potenziale fenomeno tra i pali dal valore inestimabile. Raiola, simpatico come la sabbia nel costume in spiaggia, ma uno che di soldini qualcosa pare ne capisca, ha confermato in settimana.


Sugli esterni è in rampa di lancio Calabria, altro baby che potrebbe anche non sfigurare visto il livello di chi lo precede attualmente in griglia. Romagnoli, criticato a prescindere più per l'esborso che per reali demeriti, si sta rivelando per quello che in effetti è: il miglior difensore italiano in circolazione sotto i 24 anni insieme a Rugani. Chi lo ha voluto a tutti i costi? Un certo Mihajlovic.

 
Infine davanti, in attesa di capire quale parte dei venti milioni spesi per Bertolacci sia quella buona, ecco apparire come d'incanto, quasi dal nulla cosmico, Cerci e sopratutto Niang. Se il primo è ancora piuttosto fumoso ma decisamente meglio rispetto al giocatore bruciato l'anno scorso sulla pira di Inzaghi (che lo aveva voluto a tutti i costi salvo poi farlo ammuffire in panca) e quindi recuperato almeno alla causa, quella di Niang è stata l'ennesima scommessa vinta dal tecnico serbo. Appena il galletto francese è stato in condizione e ha dimostrato di essere meglio di chi gli pascolava intorno è stato buttato in campo e ha ripagato la fiducia. Ecco quello che di Sinisa ci piace. La capacità di decidere per il bene della squadra senza guardare in faccia a nessuno e senza farsi influenzare da stampa, tifosi e... dirigenza.
Sbaglierà certamente, come ha già fatto, ma sicuramente lo farà con l'idea di portare miglioramenti reali al gruppo e non al suo ufficio stampa.


Basterà per arrivare in Champions? Probabilmente no, salvo che a Gennaio non si rimetta mano al portafoglio per tappare almeno tre dei buchi neri presenti in rosa: un terzino vero che sappia difendere e crossare (destro o sinistro non importa ma almeno uno in attesa di Calabria), un centrale di ordine e governo per il centrocampo se il modulo di ieri sera sarà (e dovrà...) confermato come definitivo e un esterno alto di centrocampo per dare il cambio ai due attualmente disponibili.


Nel mentre godiamoci la miglior prestazione dell'anno, e forse più, del Diavolo. Sapendo che la prossima partita sarà la più difficile, si avete letto bene, perchè è proprio in questi frangenti che il Carpi può diventare un K2 inespugnabile. Quindi, per favore, evitiamo di farci del male e continuiamo a remare. Il mare per arrivare al porto è ancora vasto e agitato.




Andrea Matani
Amazing Milan

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