La verità sta nel mezzo!

Non eravamo fenomeni dopo le tre vittorie di fila e certo non siamo diventati degli invertebrati dopo la partita di ieri con l'Atalanta. Certo la situazione non è di quelle che lascino tranquilli e sereni per il proseguimento della stagione.
I limiti della rosa in mano a Mihailovic sono noti da Settembre e il mercato, seppur dispendioso, non ha colmato le lacune che già erano presenti nel roster di Inzaghi o, perlomeno, non tutte.
Certo sono arrivati giocatori importanti come Bacca e altri che lo saranno un domani come Romagnoli ma alcuni ruoli sono ancora decisamente scoperti. Andiamo con ordine.


Intanto le fasce laterali. I terzini sono francamente imbarazzanti ormai da anni. Abate e De Sciglio a destra sono appena presentabili ma con evidenti limiti di piede il primo e di carattere il secondo. Antonelli è un onesto mestierante del ruolo ma certo non è Serginho e nemmeno Kaladze. Il miglior prospetto è Calabria, anche lui in difficoltà ieri sera, e comunque giovanissimo e da sviluppare.

Abbiamo poi il nodo centrocampo. Qui davvero non si capisce il criterio con cui sia stato concepito e la risposta per cui propendiamo è: nessuno.
Bertolacci non è certamente un bidone ma nemmeno un campione per cui sborsare sull'unghia venti milioni. Inoltre non è un regista. Nel Genoa giocava come incursore in un centrocampo a 4 o a 5 con un allenatore che sviluppa da sempre il 3-4-3 ol 3-5-2 a seconda delle situazioni di gioco. Nel Milan quale sarebbe dovuto essere il suo ruolo? Montolivo poi, al netto degli infortuni, un regista non lo è mai stato nemmeno lui. Non ha i tempi di gioco e non ha ne la personalità per uscire con il pallone né quando assediato dal pressing né per giocare corto o di prima con altri compagni dai piedi vellutati (che peraltro non ha al fianco). Inoltre quando è costretto a correre è spesso in affanno. Kucka poi, sebbene pagato poco, è un onesto corridore sullo stesso piano di Poli, nulla che possa avvicinarsi nemmeno lontanamente all'ombra di un Vecino...
Tra i “panchinati” poi restano De Jong, che ha giocato interno incontrista nel 4-2-3-1 o 4-4-2 tutta la vita e quindi non ha sbocchi in un centrocampo a tre e Mauri, stranamente ostracizzato e sparito dai radar dopo essere stato preferito a Baselli in estate.
Ecco il punto nodale. Il centrocampo. Il centro nevralgico del gioco e della squadra che nel Milan purtroppo non ha alcun senso logico. E qualunque soluzione si scelga resta imperfetto perchè gli interpreti faticano a sposarsi uno con l'altro.
 

Passiamo alle ali. Già, perchè che l'evoluzione sia il 4-4-2 o resti il 4-3-3 è evidente anche al cieco Abelardo come qualcosa manchi pure li. Cerci è quello che abbiamo visto. Capace di giocate discrete, a volte esaltanti, ma spesso abulico e incostante. Bonaventura, attualmente il miglior giocatore per rendimento in rosa, è imprescindibile. Infatti a Bergamo giocava quarto di sinistra con Colantuono e non, come sostengono alcuni, trequartista o mezz'ala. Ci sarebbe quindi l'ottimo Niang di ieri sera. Adatto certamente a giocare esterno in un tridente ma non a fare il quarto del 442.
Come si vede, la coperta è sempre corta comunque la si giri.


Soluzioni? Non certo Vasquez; un trequartista vecchio stile utile ad appagare l'estetica ma inadatto se si è deciso appunto di abbandonare modulo con il rifinitore. Nemmeno Witsel sarebbe la soluzione. Se qualcuno lo avesse visto giocare saprebbe che non è un regista e nemmeno un trequartista quanto piuttosto una mezz'ala con i piedi buoni e di grande corsa. Certo migliore di quelli in rosa, ma di sicuro nemmeno uno per cui svenarsi con altro bonifico da 35 milioni.
Ci sarebbe quindi prima da decidere quale sarà il modulo del futuro. Poi, una volta fatta una scelta netta, iniziare da subito a dare un gioco alla squadra per poi inserire a Gennaio i tasselli mancanti.


Sinisa sino ad oggi si è distinto per decisioni dure e scomode (a proposito dove sono quelli che criticavano la scelta di Donnarumma?) e per aver comunque provato a ringiovanire la squadra mettendo alla porta i tanti pesi morti nonostante i pareri dirigenziali. Quello che avrebbe voluto fare Seedorf due anni fa ma non gli fu permesso. Non ha però dato ancora un gioco chiaro e riconoscibile alla squadra. E dopo cinque mesi non è accettabile. Le scuse ci sono ma si poteva e doveva fare meglio. Ecco, con queste premesse andiamo incontro alla Juve dopo la sosta, sapendo di avere, finalmente, un ottimo attacco a cui è davvero intollerabile non riuscire a fare arrivare almeno cinque palloni giocabili in una partita.

La verità sta, appunto, nel mezzo.


Andrea Matani
Amazing Milan

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