Never Ending Derby: da Kondgobia al gol di Sheva

Il derby di mercato innescato per Kondogbia ha riportato in auge l'antica rivalità con i nostri cari "odiati" cugini interisti. 

Inter e Milan non è la prima volta che si contendono un giocatore a suon di rilanci e milioni da spendere. Nell'ultimo periodo i media hanno fatto un po' di confusione ricordando solo i casi Suazo 2007 e Ibrahimovic 2006 finiti con l'indossare la maglia neroazzurra, scordandosi di menzionare gli episodi legati a Pato e Thiago Silva soffiati all'Inter grazie anche all'abile intermediazione di Leonardo.
La sensazione generale che si avverte negli ambienti del calciomercato italiano, europeo e mondiale è che ci sia voglia di rilanciare il calcio milanese ad alto livello.

Tanti derby hanno segnato la nostra vita, sia in negativo sia in positivo. Gli ultimi due con qualcosa in palio, nell'anno 2011, sono stati vinti dal Milan di Allegri. Nella partita di campionato datata Aprile 2011, Pato versione 5 stelle extra-lusso vivisezionava la difesa interista e regalava di fatto il diciottesimo scudetto rossonero, mentre nella finale di Supercoppa Italiana disputata a Pechino Ibrahimovic e Boateng rimontavano il gol iniziale di Sneijder.

Le partite più importanti della nostra storia recente coincidono proprio con dei derby. Primavera 2002-2003, L'urna di Nyon mette a confronto Juventus-Real Madrid e Milan-Inter. L'Inter è reduce dalla "Corrida" di Valencia, il Milan dalla giocata al 94' minuto di Pippo Inzaghi contro l'Ajax, che sanciva il ritorno in semifinale dopo 9 anni di terribile attesa. Entrambe le squadre erano state protagoniste di mercati faraonici a suon di dispetti, rilanci e milioni messi sul mercato. L'Inter prese Cannavaro, Crespo e a gennaio tesserò persino Batistuta dalla Roma. Il Milan acquistò Rivaldo, Tomasson, Nesta strappato al 31 agosto proprio all'Inter, che fu talmente magnanima in quella stagione nel regalarci anche un fuoriclasse come Clarence Seedorf.

Tornando agli euro-derby, l'attesa prima di quelle semifinali fu snervante. Il Milan ipotecò la Coppa Italia andando a vincere 1-4 con le seconde linee a Roma, i nerazzurri dopo una lunga rincorsa al sogno scudetto abdicarono a favore della Juve di Lippi.
Le gare furono orrende. L'andata fu caratterizzata per il Milan da un imperativo categorico: Pareggiare ed infatti finirà 0-0. 90' minuti di paura e di gioco sonnecchiante portarono la contesa al ritorno. Il Milan aveva a disposizione 2 su risultati su 3. Il primo tempo fu tremendo, Materazzi attentò alle generazioni future di Sheva con un fallo killer che non venne sanzionato dall'arbitro. Alla prima occasione utile, grazie ad un passaggio filtrante di Seedorf, Sheva si spostò la palla dal sinistro al destro e in scivolata trafisse Toldo sotto la Nord. Scene viste assai in quegli anni, 0-1 per noi ed intervallo. La ripresa fu un'agonia, l'Inter andò all'arrembaggio. Il Milan resistette eroicamente fino al minuto 83,' quando un errato disimpegno di Costacurta lanciò Oba-Oba Martins e l'Inter riuscì a riacciuffare il match. Il finale di partita fu contrassegnato dalla bella parata al minuto 86' di Abbiati nei confronti di Kallon. Il forcing finale dell'Inter fu vano. Al triplice fischio la corsa liberatoria dei giocatori verso la curva sud fu emozionante. 

Interisti fra le lacrime, milanisti in paradiso. Da li a 14 giorni venne aperta ufficialmente l'epopea "Ancelottiana", grazie alla vittoria a Manchester contro la Juventus.

Ci sentiamo di affermare con sicurezza che quelle partite non potranno essere mai cancellate nella memoria di entrambe le tifoserie. L'auspicio è di rivedere a breve un Milan vincente in Champions League proprio contro l'Inter. Il derby è sempre il derby e l'Inter è sempre l'Inter. La prima rivale da battere.


Andrea Rastelli 

Amazing Milan 

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