Dai giorni del condor ai giorni del pollo

Dopo due stagioni “agghiacciandi” per dirla con il parrucchinato commissario tecnico Azzurro, dove tutta la storia rossonera degli ultimi trent'anni è stata messa nel cassonetto della differenziata, dopo aver bruciato due bandiere del grande Milan recente (Seedorf e Inzaghi), dopo aver sbandierato ai quattro venti un rilancio in grande stile grazie alla pecunia asiatica e dopo che lo stesso direttore di Milan Channel si è recentemente esposto urbi et orbi spiegando ai tifosi depressi o inferociti. a seconda dell'indole, che sarebbero subito arrivati grandi colpi per consegnare al nuovo allenatore Sinisa (ottimo ma comunque di ripiego rispetto alla prima scelta Ancelotti) una squadra pronta per il raduno... ecco che si passa in rapida successione dalla speranza, al grottesco, alla farsa grazie alla performance di questi giorni dell'amministratore delegato con delega alle operazioni sportive.

Facciamo subito una premessa anche se sa molto della “Volpe e l'uva” di Esopo per evitare di essere fraintesi: Kondogbia sarà anche bravo ma quaranta milioni per uno che non ha dimostrato ancora nulla sono francamente eccessivi così come venti per Inbula  non li avremmo mai spesi.
E un giorno qualcuno ci spiegherà come è possibile che una società come l'Inter, recentemente condannata dall'UEFA a una severa pena pecuniaria per problemi di bilancio, possa sborsare su due piedi una cifra che tra cartellino e ingaggio rasenta i sessanta milioni lordi.


Detto questo se Kondogbia era un obiettivo primario (altrimenti perchè andare a Montecarlo tra i fuochi d'artificio e i selfie ostentando le trenta, trentacinque cucuzze di budget) qualsiasi giocatore verrà preso al suo posto sarà comunque un piano B (e non Bee) e quindi una seconda scelta. Per non parlare poi della farsa Martinez, annunciato da Milan Channel, e ora clamorosamente in bilico.
Quindi abbinando i fatti di questi giorni con i rinnovi di Abate, Mexes, De Jong e, udite udite, Muntari, la sensazione vaga ma nemmeno poi troppo di essere presi per il deretano si va facendo via via più concreta. Senza contare quale sarebbe poi il ruolo della Doyen se nemmeno i suoi assistiti accettano di venire alla casa madre Milan. Quindi mentre ci sforziamo di rimanere obiettivi e di giudicare l'operato della società alla scadenza del 2 Settembre (in fin dei conti siamo ancora a Giugno) è troppo evidente l'ennesimo scollamento tra la realtà e quanto viene sbandierato in via Aldo Rossi.


Rimpiangiamo i tempi in cui il mercato del Milan si faceva a Gennaio a fari spenti mentre gli altri si lasciavano a scannarsi per le briciole ad Agosto. Ecco perchè, con il cuore che sanguina, dobbiamo ammettere che Marotta sarà anche sfottuto da tutti perchè strabico e poco glamour ma quando c'è da piazzare la bomba ci vede benissimo. Visto che senza troppi selfie e senza alcuna apparizione in Versilia porta a casa Tevez con quasi gli stessi soldi con cui il condor prende Matri, e dalla sera alla mattina esibisce la firma di Mandzukic per diciotto milioni, più o meno quello che si vorrebbe far pagare Imbula. Chapeau.

Con tutti questi interrogativi e molte meno certezze attendiamo tempi migliori, tempi in cui poter tornare a scrivere di cose belle, entusiasmanti, di sogni ad occhi aperti. Per ora non resta che andare a bendare un cuore che ancora sanguina. Di sangue rossonero, anche se sempre più sbiadito. In attesa che arrivi una trasfusione di quelle generose, di quelle che ti rimettono al mondo. Perchè non pretendiamo né RonaldoMessi, ma il tempo dei selfie, dei ristoranti cinque stelle e dei “giorni del condor”ci ha francamente stufato.


Andrea Matani
Amazing Milan

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