2007-2015: Le scelte sbagliate di Adriano Galliani.

Adriano Galliani è stato uno degli artefici dei successi del Milan. L'era di Silvio Berlusconi al Milan è stata scandita e gestita, come un perfetto orologio svizzero, dai ritmi dall'amministratore delegato monzese. Campioni, gestioni modello e acquisti in grande stile sono sempre stati marchi di fabbrica del  "condor" rossonero.
Nelle ultime stagioni, per una serie di ragioni che ora vi elencheremo, Adriano Galliani ha commesso una serie di errori che purtroppo si stanno ripercuotendo ancora oggi. 

Partiamo dal principio. Atene 2007, Milan sul tetto d'Europa per la settima volta nella sua gloriosa storia. Estasi generale. Dall'inferno al paradiso, dai tribunali fasulli di Calciopoli alla consegna della Coppa dei Campioni da parte di Michel Platini. Questa vittoria ha provocato una serie di rinnovi folli per giocatori arrivati al culmine della loro esperienza con la maglia rossonera. In quegli anni vennero rifiutate offerte milionarie per giocatori come Kaka (100 milioni dal City) e Pirlo (25 dal Chelsea) che hanno di fatto impedito al club rossonero di rigenerare un ciclo vincente in Europa.

Il Milan un tempo era dotato di una struttura societaria molto snella e vincente.
Galliani amministratore delegato, Umberto Gandini ministro degli esteri rossoneri, Laura Masi responsabile del settore marketing da sempre fiore all'occhiello del club e Ariedo Braida con la collaborazione di Leonardo nel gestire gli affari legati al calciomercato. Il tutto sotto la supervisione di Silvio Berlusconi. Questa struttura dirigenziale, di grandissima qualità, è stata smantellata. Ariedo Braida è andato al Barcellona, Laura Masi al Bayern Monaco, Leonardo, dopo aver allenato discretamente la squadra nel post Ancelotti, ha deciso di cambiare vita andando all'Inter. Questi addii sono stati sottovalutati e Galliani non si è battuto per rimpiazzare questi personaggi con personale dirigenziale all'altezza. Il Milan avrebbe soluzioni interne di grandissimo livello. Pensiamo alla figura di Filippo Galli, ex bandiera che conosce vita morte e miracoli del club. Il lavoro svolto con il settore giovanile è stato di ottima fattura, diversi giocatori hanno debuttato in prima squadra e sono passati al mondo del professionismo. Galli è un uomo Milan e avrebbe tutte le caratteristiche adeguate per poter svolgere alla perfezione il ruolo di direttore sportivo. Umberto Gandini, uomo di straordinaria pacatezza e intelligenza, meriterebbe ben altra considerazione. Ci sembra folle non dare a questi dirigenti, che stanno lavorando effettivamente bene, ruoli più importanti all'interno del club.


I fatti recenti, vedi la figuraccia fatta con Kondogbia andato all'Inter dopo una serie di tira e molla inutili, impongono serie riflessioni. Il tempo per rimediare c'è, ma al momento la strategia di mercato rossonera sembra sia in linea a quella delle ultime stagioni e quindi, di conseguenza, fallimentare. Tanta esposizione, molte cene finite male, prese in giro patetiche dai media. Abbiamo ampiamente scritto in questi mesi che il tempo delle parole doveva essere sostituito con quello degli annunci. Rimaniamo fiduciosi, ripetendo un adagio conosciuto a menadito in questi anni "I tifosi stiano tranquilli, c'è tempo fino al 31 agosto". Ecco, se poi all'aperitivo finale del primo settembre, tra uno spritz e un long-island, ci troviamo ancora Andrea Poli titolare, poi caro "Condor" facciamo i conti.
 


Andrea Rastelli 
Amazing Milan 

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