Europa si o Europa no?

Dopo tante difficoltà, sembra essere tornato il sereno in Casa Milan. Se fino a quattro settimane fa Inzaghi era praticamente un disoccupato di lusso a causa di risultati e prestazioni indecenti,  possiamo dire che ad oggi il Milan sta ritrovando quel minimo di positività, dopo due vittorie consecutive. 
È chiaro, non stiamo qui ad osannare i rossoneri. Due vittorie consecutive farebbero notizia per una squadra che deve salvarsi, non certo per noi. Ma quest'anno le ultime due vittorie consecutive sono state contro Chievo ed Hellas, praticamente un girone e mezzo fa. 

Quello che mi preme evidenziare è, ancora una volta, la mediocrità di questo campionato. Con una decina di punti in più che avremmo potuto racimolare tranquillamente battendo squadre come Chievo, Atalanta, Empoli, Sassuolo, Hellas Verona e via discorrendo saremmo a ridosso della zona Champions.

Nel calcio, come d'altronde nella vita, non si vive di "se" e di "ma" però la consapevolezza di aver buttato all'aria un altro anno è evidente. Si poteva fare decisamente meglio, anzi si doveva fare molto meglio. L'obiettivo dichiarato dalla società in queste ultime settimane è la qualificazione al terzo turno preliminare di Europa League che sarebbe raggiunto in caso di arrivo al sesto posto, attualmente occupato dal Napoli che dista da noi 6 punti.

Raggiungere la zona Europa League sarà veramente difficile perché troppe squadre dovrebbero perdere tanti punti però la speranza, come si suol dire, è ultima a morire.
Il degrado attuale del nostro club è veramente sotto gli occhi di tutti. Abbiamo un bilancio in rosso, anzi in profondo rosso. Tanti milioni di euro da dover ripianare per poter avere i conti a posto e evitare debiti ancora più abnormi. Ecco perché il presidente si è deciso a vendere quote societarie, anche se a cifre veramente ingenti. Si parla di quote di minoranza, ma la verità è che probabilmente avverrà qualcosa di molto simile a quello che è accaduto all'Inter. Una cessione graduale della società, tanto da raggiungere la presidenza effettiva nel giro di tre anni. Certo i loro risultati non sono molto incoraggianti ma è un passo inevitabile da compiere se l'attuale proprietà non ha più intenzione di investire. Si parla di fondi cinesi, thailandesi e americani, ma la sensazione è che l'astuto Berlusconi abbia già deciso e stia solo targiversando per creare un'asta, aumentando così gli eventuali introiti.

Parlare ora di grandi acquisti sul mercato è veramente assurdo. I giornali per vendere qualche copia sparano tanti nomi, accostando al Milan giocatori inarrivabili come Cavani o Ibra e una miriade di allenatori. Spero vivamente che la società abbia le idee chiare e non si faccia influenzare dalla critica perché sarebbe un errore grave, l'ennesimo negli ultimi anni. Se abbiamo difficoltà a riscattare Destro o a prendere Baselli, come pensiamo di poter tornare a competere?

Ecco dunque perché non escludo una soluzione clamorosa. Se il Milan riuscirà nell'impresa di agganciare una posizione utile per accedere all'Europa League, siamo sicuri che Inzaghi non sarà l'allenatore anche dell'anno prossimo?
A questa domanda si potrà già rispondere domenica perché, in caso di sconfitta con la Samp di Mihajlovic, potremo dire addio a queste flebili speranze. Il calendario non è facile perché ci sono tanti scontri diretti: Samp, Inter, Napoli, Roma, Torino.
Cerchiamo di raggiungere questo obiettivo minimo perché non riesco a immaginare un Milan fuori dalle coppe europee per due anni di fila.


Cosimo Chieco 
Amazing Milan 

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