#GameOver! Vittoria nel deserto di San Siro.

Dopo tanto, troppo tempo, tornano i tre punti in casa rossonera, contro un Cagliari penultimo in classifica, apparso non certo una squadra irresistibile. Non un Milan eccelso, sia chiaro, ma certamente meglio di tante orribili partite disputate nel 2015. Tre goal segnati, un goal subito, una prova abbastanza buona e un Menez fantastico. Quando sento dire che Menez è il male del Milan, rabbrividisco. 15 goal in campionato, di cui otto su rigore, e quell'atteggiamento da leader indiscusso di una squadra mediocre. Senza di lui oggi avremmo la metà dei punti che faticosamente abbiamo racimolato. 

Anche ieri, l'ennesima grande prestazione dell'attaccante francese che con una doppietta ha steso gli isolani, ma anche un paio di assist veramente fantastici, tra cui quello a Mexes per il goal del momentaneo 2-1. Il 4-3-3 sembra il modulo più adatto per questa squadra e per questi giocatori, con Menez che ha dimostrato di saper fare l'attaccante esterno a sinistra.

Una boccata d'ossigeno per mister Inzaghi che dopo un periodo molto molto negativo, riesce ad uscire dagli spogliatoio con un timido sorriso che coincide con la consapevolezza di arrivare fino alla fine della stagione sulla panchina del Milan.
Una vittoria per il morale, per finire dignitosamente una stagione disastrosa.

Ma la partita di ieri, più che per i tre punti, è importante per il segnale che la Curva Sud ha dato. Il tifo ieri ha organizzato una manifestazione contro la società e contro la presidenza, disertando il secondo anello blu, ossia il settore degli ultras rossoneri. Nessun coro dei tifosi, nessuna bandiera, un'atmosfera surreale per una partita di calcio.

Forse i tifosi rossoneri hanno tardato fin troppo per esprimere il proprio dissenso contro la gestione societaria del Milan ma la richiesta è quantomeno legittima.
Tutti coloro che amano il Milan, Curva Sud in primis, pretendono chiarezza. Se non ci sono le condizioni necessarie per garantire quegli investimenti fondamentali per tornare ai vertici del calcio italiano, è giusto che il presidente si faccia da parte, dando l'opportunità ad altri di continuare a far sognare i tifosi. Noi non dimentichiamo mica i 29 anni di successi e trofei dell'era Berlusconi, anzi. Siamo grati a chi, nel Febbraio 1986 ci ha presi in un aula del tribunale e ci ha fatto diventare il club più importante del mondo.

Credo che se il presidente decidesse di ritornare ad investire nella sua grande passione, tutti i tifosi accetterebbero di buon grado l'idea di continuare per altri vent'anni con la famiglia Berlusconi al timone.

Serve chiarezza, dunque. Pretendiamo chiarezza. Se non si ha più voglia, legittimamente, di spendere ed investire nel Milan, che si venda pure, cercando di far capire ai tifosi se queste trattative di cui tanto si parla, hanno ragion d'essere ed esistere.
Una società di calcio, una squadra di calcio esiste in virtù del suo pubblico, per i suoi sostenitori. Vedere lo stadio vuoto non fa bene a nessuno, leggere certi striscioni non piace a nessuno ma è un grido d'amore verso la propria squadra che sta vivendo degli anni difficilissimi, sportivamente parlando.

Io sono convinto che questa non sia la fine, non sia un game over ma sia la richiesta di trasparenza nei confronti di chi paga il biglietto, di chi paga l'abbonamento, di chi compra le maglietta, di tutti coloro che vivono con il sangue rossonero.
Vogliamo chiarezza, vogliamo la verità, qualunque essa sia, per poter cantare orgogliosamente #FORZAMILAN!


Cosimo Chieco 
Amazing Milan 

Nessun commento:

Posta un commento