Come eravamo, come siamo.

Estate millenovecentoottantaquattro, è in corso il più esplosivo calciomercato della storia. I campioni arrivano in Italia come mosche attratte dal miele. Le grandi fanno sul serio, tremendamente sul serio, ma anche le medio piccole non scherzano. E' l'estate in cui Maradona sbarca a Napoli, Rummenigge indossa la casacca dell'Inter, il mediano della nazionale brasiliana Cerezo raggiunge Falcao alla Roma. E' un estate dove Socrates, il capitano dello stesso Brasile è in viaggio verso Firenze, Elkjaer danese fenomeno dell'Euro di Francia sceglie Verona insieme a Briegel. Ed è infine l'estate in cui una regione, il Friuli, minaccia l'annessione all'Austria per permettere a un certo Zico di giocare a Udine. Solo due squadre non si sono ancora mosse. La Juventus campione d'Italia perchè ha già Platini e Boniek e scusate se è poco, e... il Milan.

Già, perchè quel Milan è un povero Diavolo che cerca di entrare in paradiso senza il pass. Ha appena salutato il più grande flop della sua storia, tale Luther Blissett che diventerà l'icona degli sfottò a tutti i tifosi rossoneri insieme alla Cavese e vuole presentarsi con qualcosa di meglio ad un pubblico sconfortato da anni di delusioni e umiliato per quello che vorrebbe e non può essere.
E' arrivato Liedholm, il Barone, in panchina, ed è un segnale forte. Con se ha portato in dote Di Bartolomei. E comunque si sono già aggiunti alla rosa anche Wilkins, capitano del Manchester UTD e Virdis. Manca il bomber, lo straniero per far sognare davvero il popolo rossonero. Sui giornali si leggono nomi da fantascienza: Coulemans, Rudi Voeller, Ian Rush e tale Mario Gomes, bomber del Porto. Un tale che, nel suo campionato, segnava più gol delle partite che disputava. Una leggenda per ogni ragazzo che leggesse i risultati dei campionati esteri sul Guerin Sportivo. Ma evidentemente i soldi non ci sono, non ci sono mai stati sulla sponda rossonera del naviglio. Però si sogna, perchè se a Udine giocherà il Pelè bianco, anche noi avremo la nostra stella, o no?
Evidentemente no. Perchè un bel giorno mio padre torna a casa con la gazza e lo sguardo stralunato.
                           “Abbiamo preso Hateley” 
  mi dice. Nessuno sa chi sia, cosi leggiamo insieme le pagine e scopriamo che è un giocatore del Portsmouth, seconda serie Inglese (si avete letto bene, seconda serie) e giocatore dell'under 21 d'albione. Siamo tutti increduli, perchè loro Zico, Maradona, Elkjaer, Rummenigge e noi... Hateley? Alla fine Mark diventerà comunque un idolo, diventerà per tutti “Attila” anche se segnerà solo 17 gol in tre stagioni sotto la Modonnina. Ma uno di questi, di testa, sorvolando letteralmente sopra la testa di Collovati ci regalerà un derby epico, da lacrime vere.
 Alla fine quel Milan, edizione 84/85, arriverà solo quinto ma regalerà sprazzi di grande calcio. Perchè giocava bene, davvero bene, con onore e un idea di zona che sviluppata meglio qualche anno dopo da un carneade di nome Arrigo avrebbe regalato qualche gioia.
 
Perchè questa storia, vi chiederete?. Bè, sono passati esattamente trent'anni da Mark Hateley, Wilkins, Virdis e dal Barone Liddas. Ma sembra essere tornati indietro nel tempo. Si leggono nomi di allenatori, di giocatori diversi ogni giorno, uno stillicidio. Mancano all'appello solo Oronzo Canà e Aristoteles e poi i giornalai sportivi italioti avranno abbinato al Diavolo tutti, ma proprio tutti i possibili arrivi in quel di Milanello per la prossima stagione. Ma attenzione, da quel povero Milan, solo due anni dopo sarebbe nato lo squadrone che avrebbe dominato il mondo. La storia è ciclica, tutto torna. Magari anche questa volta, con idee e nomi diversi.

Tifosi rossoneri, tifosi milanisti, teniamoci per mano in questi giorni tristi....


Andrea Matani
Amazing Milan

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