L'Analisi Tattica di Milan - Atalanta!

Superato il match infrasettimanale il Milan si avvicina alla sfida/derby con l’Atalanta con un pizzico di fiducia in più grazie alla vittoria, seppur ottenuta in maniera sofferta soltanto grazie ad un goal nei minuti finali di De Jong, che ha permesso agli uomini di mister Inzaghi di passare ai quarti di Coppa Italia. Durante lo scontro interno contro il Sassuolo, il secondo nel giro di sette giorni, l’allenatore ha avuto modo di provare giocatori finora poco utilizzati (Pazzini), nuovi acquisti (Cerci) e nuove disposizioni tattiche in maniera tale da riuscire a costruire col tempo nuove soluzioni offensive da poter utilizzare in caso di necessità.
L’Atalanta sta vivendo uno dei campionati più difficili degli ultimi anni soprattutto per la perdita di alcuni uomini importanti come Consigli o Bonaventura che si appresta a giocare per la prima volta con la squadra che l’ha portato alla ribalta.
I principali problemi si sono mostrati soprattutto in attacco, infatti la squadra di Colantuomo è il peggior attacco della Serie A con soltanto 14 goal segnati in 18 partite. A tenere a galla la squadra di Colantuomo è stata una buona fase difensiva che le ha permesso di ottenere numerosi pareggi a reti imbattute. Il periodo di forma della squadra bergamasca è ottima, nelle ultime 9 gare ha infatti ottenuto 7 risultati utili (6 pareggi e 1 vittoria) perdendo soltanto con Lazio e Roma.

FORMAZIONI
Inzaghi schiera i propri uomini col collaudato 4-3-3. In porta si posiziona Diego Lopez. La scelta dei 4 difensori – quasi obbligata potremmo dire a causa degli indisponibili- ricade su Bonera, Mexes, Rami e Abate; che sono anche coloro che hanno fornito le migliori prestazioni finora. Centrocampo qualitativamente molto elevato con De Jong, Bonaventura e capitan Montolivo. Attacco a 3 con El Shaarawy, il funambolico Menez e il neoacquisto Cerci che avrà il compito di sostituire il giapponese Honda partito per la Coppa d’Asia.
Gli avversari si schierano col classico 4-4-2. Tra i pali il giovane e talentuoso Sportiello. Difesa a 4 con Benalouane e Del Grosso sulle fasce, e i veterani Stendardo e Biava al centro. Centrocampo molto ben assortito sia per dinamismo che per qualità e copertura con Maxi Moralez e Zappacosta (terzino con propensione all’attacco) sulle fasce e Cigarini e Carmona al centro. Attacco di peso con Pinilla e German Denis

PRIMO TEMPO
La partita inizia con ritmi molto alti da entrambe le parti e tutti i presupposti sono per una partita molto spettacolare; cosa che però col passare del tempo decade illuminandosi soltanto per brevi momenti. Il Milan spinge molto, gioca velocemente utilizzando schemi offensivi già collaudati.
L’Atalanta però è una squadra ben organizzata difensivamente in quanto ha nel proprio DNA realizzare una buona fase difensiva per poi ripartire in contropiede. Col passare del tempo il gioco però inizia a rallentare - sia per la stanchezza della coppa Italia sia a causa di un forte nervosismo sopraggiunto nei giocatori non soltanto perché non sono in grado di realizzare in maniera valida gli schemi offensivi ma anche a causa di alcuni errori molto banali in fase di impostazione che renderanno il gioco del Milan poco insidioso per gli avversari.
Le principali difficoltà offensive sono dovute soprattutto ad una serie di fattori molto importati.
In primo luogo l’asse Abate-Cerci non funziona allo stesso modo di quella Abate-Honda non soltanto per motivi tattici ma anche per caratteristiche tecniche. Cerci infatti è un giocatore che ha nelle proprie caratteristiche il saltare l’uomo e giocare largo, cosa che Honda faceva meno e lavorava maggiormente sulle sovrapposizioni col terzino e sui i tagli all’interno dell’area di rigore. Questo ha fatto si che spesso il giocatore ex Atletico Madrid ha occupato spazi “riservati” ad Abate creando difficoltà nel gioco sulla fascia che fino ad ora ha dato i risultati più soddisfacenti. 
 


La partita estremamente negativa di Menez nell’arco di tutti i 90 minuti. Il francese come al solito corre tanto, ma compie tantissimi errori uguali e soprattutto banali in fase di impostazione facendo perdere un tempo di gioco alla squadra rallentandola notevolmente o addirittura perdendo palla. Il giocatore francese non conosce mezze misure, o gioca partite spettacolari o pessime mettendo in enorme difficoltà la squadra che fa forse troppo affidamento sul suo estro.
L’assenza di gioco sulla fascia sinistra. La mancanza di un terzino di ruolo valido si è sempre fatta sentire, però in alcune partite è stata ben compensata da Bonera il quale si sta comportando molto bene in un ruolo a lui poco consono. Però il suo infortunio a metà del primo tempo ha costretto Inzaghi a sostituirlo con Armero il quale si è visto soltanto durante un coast to coast durante il secondo tempo.

La squadra fin dal primo minuto è molto sbilanciata offensivamente attaccando con molti uomini, i difensori sono molto alti e l’Atalanta –pur lasciando le redini del gioco ai rossoneri- si rende molto più pericolosa degli avversari passando dalla fase difensiva a quella offensiva con pochissimi passaggi realizzando dei contropiedi di ottima qualità (tranne che nella fase di finalizzazione).




La presenza di una difesa così alta crea inevitabilmente dei grossi buchi nella difesa della squadra di Inzaghi ben evidenti nell’azione del goal di German Denis.




Nelle azioni di attacco, come già sottolineato in precedenza, il Milan attacca nella maggior parte dei casi con 8 uomini. De Jong e Montolivo sono i due registi deputati a far girare la palla, anche se in realtà in tutte le azioni il vero e proprio regista è Bonaventura essendo il giocatore più attivo e con una maggiore visione di gioco. 
 

Tra le due l’Atalanta è quella che interpreta meglio la partita in quanto fa ciò vuole sia offensivamente che difensivamente lasciando al Milan l’impressione di gestire la partita.
Difensivamente si posiziona con un 4-4-1-1. Difensori e centrocampisti si posizionano su 2 linee parallele senza farsi schiacciare. I due attaccanti invece si posizionano tra le linee arretrate cercando di chiudere gli spazi o far salire la squadra in caso di ripartenza.
 


La fase offensiva bergamasca è realizzata sontuosamente soprattutto dai due esterni di centrocampo – Zappacosta e Maxi Moralez- che sono sempre pronti a scattare con i tempi giusti nel momento in cui la squadra recupera la palla. 

In quei rari momenti in cui affronta la difesa del Milan schierata attacca con pochi uomini mettendo la palla al centro per le due punte entrambe molto forti di testa e fisicamente risultando però inefficace. I rossoneri affrontano queste situazioni con due linee difensive – la più arretrata da 4 uomini e la più avanzata con 5 uomini grazie all’arretramento sulla linea dei centrocampisti di El Shaarawy e Cerci.
 

SECONDO TEMPO
Inzaghi inizia la seconda metà di gara utilizzando già il secondo cambio  fuori un deludente Cerci per Gianpaolo Pazzini; passando quindi ad un 4 – 2 – 3 – 1 allo scopo di dare maggior fisicità, profondità e un punto di riferimento centrale in attacco.
 


L’effetto è leggermente migliore anche se il succo non cambia, il Milan effettua passaggi, controlla il gioco ma non è mai pericolosa e i difensori bergamaschi sono sempre bravissimi ad adattarsi ai nuovi cambiamenti tattici della squadra di Inzaghi semplicemente abbassando le due linee; dimostrazione che la partita è stata ben studiata nei giorni precedenti.
 

A ’15 dalla fine Inzaghi tenta la disperata mossa finale, dentro Niang per Montolivo; arretrando quindi Bonaventura a centrocampo. 
 

In questi minuti di forcing finale sale anche Mexes lasciando solo Rami a difendere la propria area di rigore. Anche questa mossa però non porta i frutti sperati e la partita termina con la quinta bruciante sconfitta in campionato.


CONCLUSIONE

La gara con l’Atalanta è il riassunto perfetto di questa stagione del Milan, una squadra che cerca di comandare senza però riuscirci. Mancanza di idee, mancanza di uomini e mezzi, mancanza di un allenatore esperto, mancanza di un presidente. Il progetto Milan è un progetto incompleto, molto ben costruito teoricamente a parole ma inconcludente nel passaggio alla pratica e di questo se ne sono accorti anche i tifosi che ormai non accettano più questa situazione per il secondo anno consecutivo. 


Sistema WM (clicca per visualizzare il loro sito)
Amazing Milan

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