Un piccolo Diavolo. | Genoa 1-0 Milan

Il Natale si avvicina e il Milan, inevitabilmente, continua a fare regali alle sue avversarie. Dopo la buona partita contro l'Udinese, i rossoneri regalano i tre punti al Genoa di Gasperini, giocando una pessima partita e offrendo una prestazione scadente.
C'era tanto entusiasmo prima della partita, forse troppo, e la possibilità di agganciare il terzo posto era veramente a portata di mano ma i rossoneri sprecano questa ghiotta occasione. Inzaghi conferma il 4-3-3 con Menez punta centrale e propone capitan Montolivo dal primo minuto al fianco di De Jong e Bonaventura.

La squadra non parte benissimo, soffrendo i ritmi forsennati dei giocatori genoani ma ha due occasioni importanti, le uniche dell'intera partita. Entrambe capitano sui piedi di Menez: prima un'azione personale insistita, terminata con una conclusione centrale facilmente neutralizzata da Perin, nella quale l'attaccante francese avrebbe dovuto servire Montolivo che era tutto solo per un tiro dal limite. Poi un clamoroso tiro a tu per tu con il portiere del Grifone, dopo un gran recupero palla, che l'asso francese non ha sfruttato al meglio. Dopo questa colossale occasione, la partita del Milan è praticamente finita. Infatti al 32esimo minuto arriva la beffa: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, l'ex Antonelli anticipa con estrema facilità il "solito" Bonera e insacca con un perfetto colpo di testa.

Questo è il sesto gol subito su palla inattiva, un problema che ci portiamo avanti ormai da troppi anni. Non è possibile commettere errori dovuti a cali di concentrazione perché nel calcio moderno le situazioni da palla inattiva sono molto importanti e possono risolvere molte partite. Non è accettabile, inoltre, che gli errori vengano commessi sempre dagli stessi giocatori, poiché Bonera è spesso protagonista in negativo dei gol subiti. Ma sarebbe troppo facile attribuire la colpa al difensore ex Parma, che ha dimostrato tutti i suoi limiti. Piuttosto metterei in dubbio le scelte di Super Pippo che continua a dare spazio a giocatori che purtroppo risultano decisivi ai fini del risultato.

La reazione che ci si aspettava dai rossoneri non arriva, se non con un paio di conclusioni nella ripresa del volenteroso Bonaventura che non impensieriscono più di tanto la retroguardia rossoblù.
Il secondo tempo scorre noioso e, senza grandi sofferenze, il Genoa porta a casa i tre punti, conquistando il terzo posto solitario in classifica. Il Milan, invece, perde per la terza volta in campionato e vede il terzo posto allontanarsi, distante ormai cinque punti.

Questo match deve far riflettere il nostro mister, perché abbiamo dimostrato che non sempre le partite si possono vincere giocando in contropiede. Occorre osare di più, provando a fare la partita dall'inizio alla fine e magari pensando ad un cambio di modulo. Il 4-3-3, a mio parere, non mette in evidenza le qualità dei nostri giocatori, soprattutto quelle dei nostri centrocampisti. In un centrocampo a due, De Jong e Montolivo sarebbero perfetti. Il primo nella fase di interdizione, il secondo nella fase di costruzione di gioco. Al loro fianco i due esterni di centrocampo (Bonaventura e uno tra El Shaarawy e Honda) che aiuterebbero sia in fase di possesso che in fase di non possesso. Il modulo ideale per questa squadra è il 4-4-2 che in fase di costruzione di gioco diventerebbe un 4-2-3-1 con Menez libero di esprimere tutto il suo talento alle spalle di un centravanti vero, che può essere Pazzini, visto che il "nino" Torres sembra essersi perso.

Il percorso di crescita che Inzaghi sta portando avanti è lungo e indubbiamente difficile però i tifosi si aspettano subito un'inversione di tendenza, perché il Milan deve tornare ad essere un grande club in modo tale che tutti possano affermare, come una vecchia canzone milanese dice, "Ma Milan l'è un gran Milan".


Cosimo Chieco
Amazing Milan

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