L'Analisi Tattica di Milan - Napoli!

Dopo la bruciante sconfitta col Genoa, che quest’anno così come tante altre squadre concorre per un posto in Europa, la squadra di Inzaghi è tornata a lavoro cercando di continuare il processo di miglioramento e quadratura in atto soprattutto dal post derby in vista del Big Match contro il Napoli. La partita è molto sentita non soltanto dai tifosi ma anche dall’ambiente soprattutto perché il Napoli durante la passata stagione è stata in grado di battere i diavoli rossoneri in campionato a San Siro dopo ben 27 anni.
Durante il classico colloquio settimanale il presidentissimo Berlusconi si è mostrato molto fiducioso del potenziale della propria squadra dichiarando che può competere senza problemi per il terzo posto.

Meno fiducioso invece è il tecnico Pippo Inzaghi che ha dichiarato “Le parole del presidente devono essere uno stimolo. E' una persona intelligente, sa tanto e sa anche che ci vuole un po' di pazienza. Non penso che il Milan abbia il timore di spiccare il salto decisivo, credo non sia ancora in grado di farlo. Se in queste ultime partite fossimo riusciti ad arrivare al terzo posto, avremmo trovato maggiore serenità. Per tornare grande, una squadra attraversa diverse fasi: dobbiamo trovare continuità".
Il Napoli di Benitez, così come l’anno scorso e se non ancora peggio, non riesce più a trovare continuità e gioco dopo l’exploit contro la Roma. I risultati infatti stentano e dall’infortunio di Insigne ha ottenuto 3 pareggi consecutivi in campionato contro Cagliari, Sampdoria e Empoli e tra i tifosi è risorto lo scetticismo nei confronti del tecnico spagnolo.

LE FORMAZIONI
Pippo Inzaghi  schiera i suoi uomini con il classico 4-3-3. Tra i pali si posiziona lo spagnolo Diego Lopez; difesa a 4 con Armero e Bonera nel suo nuovo ruolo di terzino destro ad affiancare Rami e Mexes; a centrocampo l’ormai ritrovato capitan Montolivo, De Jong e Poli; attacco col falso nueve Menez, Jack Bonaventura e il nipponico Honda.
Il Napoli risponde col 4-2-3-1. Rafael Cabral in porta, difesa con Koulibaly e Raul Albiol centrali e sulle fasce Mesto e Ghoulam. Centrali di centrocampo si posizionano Jorginho e Lopez mentre nel ruolo di centrocampisti avanzati giocano Mertens, De Guzman e Callejon. Unica punta il pipita Higuain.
 

PRIMO TEMPO
La partita inizia ad un ritmo molto blando. Le due squadre passano buona parte dei primi 20 minuti a studiarsi, con la palla gestita soprattutto dal Milan che cerca il varco giusto per penetrare in area, varco trovato al 5 minuto da Jeremy Menez - che riceve un passaggio fantastico da Jack Bonaventura - e penetra in area sfruttando un duplice errore difensivo del Napoli insaccandola dopo soltanto 5 minuti.
 

Il gol di Menez

 




Il Napoli non cambia atteggiamento, continua a giocare lentamente e non pressare alto nonostante lo svantaggio, onde evitare di sbilanciarsi troppo e subire il goal del 2 a 0.
 




Il Milan invece continua a gestire la palla e attaccare. Viene sfruttata soprattutto la fascia destra, quella di competenza di Mesto, che ha l’arduo compito di sostituire Maggio: l’attacco si sviluppa sull’esterno con Honda che la mette al centro in area di rigore, a Bonera che si sovrappone o a Montolivo che riapre dal lato opposto.
 




 Da notare il movimento di Poli, che a seconda delle situazioni arretra a coprire la zona lasciata libera da Bonera o taglia in area di rigore risultando anche pericoloso in situazioni di cross.
 






De Jong nella fase offensiva ha il compito di coprire il centrocampo e supportare la difesa, affiancando Rami quando Mexes avanza.



Quando il Napoli attacca il Milan si posiziona secondo un 4-3-2-1, con i centrali fissi in difesa e i terzini che supportano i centrocampisti nei raddoppi.



Il Napoli durante tutta la partita, ma soprattutto nel primo tempo, mostra molto nervosismo in fase offensiva, ed una generale staticità nelle posizioni. In campo la formazione partenopea si posiziona con il 4-2-3-1 con i terzini, soprattutto Ghoulam, che salgono durante la fase offensiva. Higuain è il riferimento centrale, lasciato però solo con una sofferenza ben evidente. I tre trequartisti invece, durante le azioni - che durante la prima fase del 1°tempo si realizzano per via centrale mentre nella seconda parte sulle fasce - effettuano ripetutamente movimenti a tagliare nell’area di rigore nella speranza di ricevere qualche palla interessante.



Difensivamente il Napoli si comporta in maniera pressoché speculare al Milan.
 


SECONDO TEMPO:
Il Napoli inizia il secondo tempo con una mentalità diversa, aumentando il pressing ed alzando il baricentro, riuscendo a creare alcuni grattacapi (seppur di lieve entità) alla difesa del Milan.



Ed è proprio nel momento migliore degli avversari, come spesso accade in questo sport, che i rossoneri li puniscono grazie ad un contropiede terminato egregiamente con un colpo di testa di Bonaventura lasciato troppo libero da Raul Albiol che aveva il compito di marcarlo.
 




A questo punto Benitez deve cambiare le carte in tavola ed effettua delle sostituzioni. Al 15 minuto entra Marek Hamsik al posto di uno spento e lentissimo Jorginho, passando così ad un 4-1-4-1.
 



La squadre realizza lo stesso gioco però ha un maggior peso offensivo. Non ottenendo molti risultati la seconda carta di Benitez è quella di Duvan Zapata, schierando quindi i suoi con un 4-1-3-2.



 Con l’ingresso di Duvan la partita cambia a favore del Napoli, che sembra più ispirato. In questa fase il gioco cambia; i partenopei infatti cercano di sfruttare la fisicità di Duvan ed il movimento di Callejon e Higuain (che ora ha maggior libertà di movimento) e sperando in generale in una nuova vitalità del reparto offensivo. Nonostante i continui attacchi e una partita conclusa in crescendo non riesce a segnare.
 

CONCLUSIONI
Dopo il pessimo derby il Milan conferma definitivamente di essere una squadra in cerca di identità. Difensivamente la squadra si comporta in maniera egregia, se paragonata all’inizio del campionato, ed anche offensivamente è riuscita a ritrovare la sua pericolosità. Il ritorno di Montolivo, che non è ancora al 100%, sta inoltre dando quella qualità al centro del campo che è mancata per buona parte della stagione. 
La vittoria contro i partenopei è fondamentale non soltanto dal punto di vista della classifica ma anche mentale, e può essere una buona – o forse addirittura l’ultima, visto come corrono gli altri – base di partenza per raggiungere il terzo posto.



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Amazing Milan

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