Il paradiso deve attendere! | Milan 1-1 Inter


"Il derby non si gioca, si vince!". Queste le parole di Inzaghi alla vigilia della partita che poteva diventare la più importante della stagione. Le premesse c'erano tutte ma la realtà è stata molto diversa.

Nonostante l'atmosfera eccezionale in un San Siro vestito a festa, con 79.173 splendidi tifosi che sostenevano a gran voce le rispettive squadre, quello che è andato in scena è stato uno dei derby qualitativamente più scadente degli ultimi anni. Il calcio italiano, si sa, sta attraversando un periodo di crisi e la partita di domenica inquadra perfettamente la situazione: poca qualità, molto agonismo, tanti falli, troppi stranieri in campo e solo 4 giocatori italiani titolari. L'unico vero spettacolo è stato offerto dalle due curve che hanno preparato delle coreografie bellissime e non hanno mai smesso di cantare e incoraggiare i propri beniamini.

Il Milan scende in campo con un 4-4-2 molto compatto, con Menez a supporto di Torres in attacco e la coppia Essien-Muntari a centrocampo. L'approccio alla gara dei rossoneri non è dei migliori: tanti errori individuali, tanti palloni persi e troppa sufficienza nell'affrontare i cugini nerazzurri. Proprio da un errore clamoroso di Muntari in fase di impostazione di gioco nasce la prima colossale occasione da gol. Al decimo minuto, infatti, Icardi si presenta a tu per tu con Diego Lopez ma il portiere iberico compie un vero e proprio miracolo, parando il tiro dell'attaccante argentino.
L'Inter fa la partita, il Milan si difende con ordine e prova a ripartire. Il contropiede perfetto arriva al 23° minuto ed il Milan si porta in vantaggio. Palla recuperata a centrocampo, cross di El Shaarawy e gol con un piattone destro al volo di Menez. Una rete fantastica e di pregevole fattura, destinata a rimanere negli occhi dei tifosi per tanto tempo. Lo stadio grida a squarciagola il nome dell'asso francese e anche mister Inzaghi esulta come se fosse ancora un giocatore.

La partita però non si accende, anzi rimane noiosa, i ritmi sempre lenti e blandi e la difesa rossonera controlla senza grandi difficoltà. Il secondo tempo continua sulla falsariga del primo, con l'Inter che non riesce ad aumentare la velocità della propria circolazione di palla e il Milan che non fa altro che difendersi nella propria metà campo.
Proprio quando sembrava che la pressione nerazzurra stesse scemando e che la partita fosse nelle mani del Diavolo, arriva la beffa. Dopo una respinta sbagliata di Zapata, Obi supera Diego Lopez con un tiro dal limite dell'area, pareggiando le sorti del match.

Il Milan non ci sta e reagisce, chiudendo i cugini nella loro metà campo. Bonaventura, uno dei migliori tra le fila rossonere, inventa un assist stupendo che taglia in due la difesa avversaria per El Shaarawy che si presenta davanti ad Handanovic e colpisce la traversa. Un errore clamoroso quello commesso dall'attaccante italiano che poteva sfruttare l'occasione per tornare a segnare a San Siro dopo il gol nel derby di due anni fa. Nel finale Icardi prova farsi perdonare con una girata in controtempo, sfiorando la parte superiore della traversa ma l'ultima occasione è per Poli, il cui tiro a botta sicura viene miracolosamente deviato dalla difesa interista.

Pareggio tutto sommato giusto per quello che si è visto nel corso dei novanta minuti, anche se, per come si era messa la partita, si poteva fare di più e portare a casa i tre punti, visto che la squadra del neo tecnico Mancini non è parsa affatto irresistibile.
C'era un'attesa iperbolica, forse troppa, per questo appuntamento e come era facile prevedere è prevalsa la paura di perdere. Le squadre di Milano non si sono fatte troppo male, giocando un calcio veramente di basso livello.

Per quanto saremo costretti a vedere il Milan difendersi nella propria metà campo? E' questa la domanda che i tifosi si pongono. E' davvero stucchevole vedere Torres rincorrere per tutta la partita i portatori di palla avversari e costringere El Shaarawy e Bonaventura a fare i terzini aggiunti. Vorremmo vedere una squadra che faccia la partita e non solo una squadra provinciale che si affidi a sporadici contropiedi per vincere le partite. Il processo di crescita è lungo ma è ora di cominciare a dare un po' di qualità alla manovra, dando spazio a centrocampisti di personalità come Van Ginkel e Saponara perché giocatori come Muntari e Essien non garantiscono una circolazione di palla veloce, ad uno o massimo due tocchi. Alzando il baricentro della squadra, gli attaccanti sarebbero in grado di giocare vicino alla porta e magari Torres potrà segnare qualche gol anziché sfiancarsi a correre a vuoto.
La vittoria manca da oltre un mese, dalla partita contro l'Hellas a Verona e nelle ultime cinque partite abbiamo racimolato solo quattro punti, perdendo addirittura in casa con il Palermo. Un po' troppi punti persi per una squadra che spera di restare agganciata alla zona europea.


Fatto sta che i tempi in cui il derby della Madonnina valeva lo scudetto e la Champions sono lontani anni luce e non ci resta che ammirare i tifosi che si meritano ben altro spettacolo.

Cosimo Chieco
Amazing Milan

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