L'Analisi Tattica di Milan - Palermo

Il posticipo serale della 10^ giornata prevede la sfida tra Milan e Palermo.
Dopo un buon inizio di campionato, la squadra di mister Inzaghi ha iniziato a subire i primi segni di stanchezza anche nel reparto offensivo, che è diventato notevolmente meno prolifico, passando da 11 goal nelle prime 5 partite a soltanto 7 reti nelle ultime 5 partite (2 nelle ultime 3). Questo potenziale offensivo straordinario è supportato da una difesa poco affidabile, che non valorizza l’enorme lavoro svolto in avanti, ed è per questo che nonostante il terzo posto il Milan non da sicurezze ai tifosi, risultando una specie di incompiuta.
Dopo le iniziali difficoltà di ambientamento nella massima serie, il Palermo ha iniziato a raggiungere un buon livello di gioco al quale si sono aggiunti anche i risultati: la squadra di Iachini infatti ha conquistato 9 punti in 9 giornate, mediamente 1 punto a partita, che potrebbe portare alla salvezza quasi sicura raggiungendo la quarantina di punti (quest’anno il livello del campionato è comunque alto, potrebbero anche non bastare).  

LE FORMAZIONI 

I diavoli scendono in campo col classico 4-3-3, con Diego Lopez tra i pali, De Sciglio, Rami, Alex e Abate in difesa, a centrocampo il trio inedito Saponara, De Jong e Poli (viste le assenze di Muntari e Bonaventura, oltre che al lungo degente Montolivo), e in attacco a fianco ad un finora impalpabile Torres giocano il giapponese Honda e Menez (che gioca al posto del faraone facendo l’attaccante esterno, e non più il falso nueve come ad inizio campionato). Inzaghi sceglie quindi, nonostante gli infortuni, di affidarsi allo stesso modulo su cui ha basato l’intera preparazione e programmato la stagione, per evitare di creare confusione ad un ambiente già non del tutto sereno.
Dall’altra parte, come ha riferito durante le interviste, mister Iachini non teme il Milan e schiera i suoi con un offensivo 3-4-2-1. A difesa del portiere Sorrentino troviamo Andelkovic, Gonzalez e Munoz, a centrocampo giocano sulle fasce Morganella e Lazaar con capitan Barreto e Bolzoni al centro con lo scopo di dare la prima impostazione e fermare gli attacchi avversari. Tra le linee, dietro al baby talento Dybala, giocano Marco Maresca in cabina di regia e Vasquez che avrà lo scopo di supportare l’unica punta rosanero.


LA PARTITA 

La partita inizia subito in salita per i rossoneri che non entrano in campo e subiscono al secondo minuto un contropiede che risulterà importante ai fini del risultato finale. Barreto libero in mezzo al campo avanza e la passa al corrente Laazar, che viene anticipato da Abate il quale fa poi un errore gravissimo, passandola ad Alex che nel tentativo di prenderla si infortuna (rischiando anche la rete con un’occasione d’oro per Vasquez). Questo episodio molto probabilmente risulterà decisivo. Al posto di Alex entra a freddo un impreparato Zapata che compie degli errori decisivi ai fini del risultato finale.
Barreto solo in mezzo al campo

Passaggio di Abate ad ALex

Minuto 22, il Palermo avanza senza ricevere alcuna opposizione da parte dei centrocampisti e dagli attaccanti del Milan ed ottiene un calcio d’angolo. La squadra rossonera è troppo lunga, i reparti sono troppo distanti e ciò favorisce la facile avanzata della squadra siciliana.


Sugli sviluppi del calcio d’angolo il malcapitato Cristian Zapata nel tentativo di anticipare Bolzoni insacca la palla nella propria rete realizzando un goal da grande centravanti.
Autogoal Zapata

Lo svantaggio è una brutta botta psicologica, sul successivo calcio d’inizio perdono immediatamente palla e i palermitani sfruttando un altro errore di un confuso Zapata ed un buco difensivo della coppia Abate – Rami hanno l’opportunità di chiudere subito la partita. L’occasione giusta arriva però dopo quattro minuti: palla a Dybala sulla trequarti che scarta agilmente un goffo ma onnipresente Zapata e la butta alle spalle di Diego Lopez per il due a zero.

Oltre alla confusione difensiva, il Milan risulta in bambola anche dal punto di vista offensivo. Torres statico, Honda poco ispirato, centrocampo quasi assente. L’unico che cerca di salvare la faccia è Menez, che avanza palla al piede, cerca il tiro o il passaggio verso i terzini, anche se spesso per la troppa foga sbaglia e diventa irritante (significativo il dato dei palloni persi dal francese: ventisette). Nonostante ciò dai suoi piedi parte l’unica azione del Milan degna di nota, non sfruttata da Poli.



Questa soluzione offensiva, che vede oltre ai tre giocatori offensivi sempre l’accompagnamento dei terzini e le mezzali alte, lascia in balia dei veloci giocatori del Palermo solamente i due centrali Zapata – Rami non supportati adeguatamente da De Jong, che deve fare troppi straordinari.

Il grosso problema difensivo del Milano è l’incapacità di coprire la propria aria di rigore a squadra schierata. Spesso in fase di copertura al trio di centrocampisti non si aggiunge in maniera celere l’esterno di attacco, costringendo di fatto tre uomini a coprire tutto il campo in ampiezza, lasciando così una importante fetta di campo libera a disposizione degli avversari.
Difesa Milan
Nel secondo tempo Inzaghi cerca di recuperare la partita schierando un Milan a trazione anteriore, inserendo prima il faraone al posto di Poli (4-2-3-1) e poi al 68’ minuto il Pazzo al posto di Honda (4-1-3-2), dando così maggior peso all’attacco ma senza cambiare il modo di giocare. Queste modifiche però non riescono a scardinare la ben organizzata difesa del Palermo, che protegge la propria area con otto giocatori disposti su due linee strette e corte, molto compatte, non lasciando quindi spazio libero per imbucate centrali o movimenti a tagliare ed inserirsi. FOTO 6 e 7 DIFESA PALERMO
Difesa Palermo (1)
Difesa Palermo (2)


Il Milan è quindi costretto a cercare spesso il giro palla e concludere l’azione con la soluzione dalla distanza (7 tiri sui 14 tentati) senza creare così particolari spaventi a Sorrentino. 



CONCLUSIONE

 La squadra di Inzaghi esce dalla partita contro il Palermo facendo 3 passi indietro e staccandosi dalla zona Europa. Gioco sterile, difesa lenta e disattenta, attacco poco incisivo soprattutto a causa dell’assenza di un centrocampista in grado di dettare il gioco e la mancanza di quella grinta che aveva caratterizzato il Milan delle prime uscite in campionato sono i problemi più evidenti a cui Inzaghi deve rimediare in fretta. Compito difficilissimo, considerata la difficoltà dei prossimi incontri, che vedono, oltre al derby, ben sei squadre davanti in classifica. I fischi ricevuti dal pubblico di San Siro potrebbero avere un importante seguito nelle prossime uscite.


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