L'Europa e noi | Milan 1-1 Fiorentina


Nel Weekend in cui si sono giocate Real Madrid-Barcellona e Manchester UTD-Chelsea il Milan dimostra, purtroppo, il motivo percui giustamente quest'anno non disputa le coppe europee.
La gara con la Fiorentina avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio verso una stagione ambiziosa dopo le ultime due vittorie invece la squadra di Inzaghi si è nuovamente rattrappita su se stessa senza una spiegazione logica. Sebbene i Viola arrivassero da una trasferta in Grecia terminata nella notte di Giovedi e i rossoneri avessero avuto tutta la settimana per caricare di benzina e idee i corpi e le menti sono stati i gigliati a sembrare più in palla sulla pelouse di San Siro.

Tanta buona volontà e poco altro, questo è stato quanto il Milan è riuscito ad esibire. Tiri in porta con il contagocce (tra cui il migliore, a gioco pressochè fermo, del Faraone con risposta prodigiosa di Neto), trame di gioco inesistenti e difensori che ancora pensano di essere dei cloni di Beckenbauer pur avendo i piedi di... Zapata le evidenze di una serata trascorsa in sordina.

Inzaghi ha scelto Menez al posto di Torres probabilmente per rendere più fluida e imprevedibile la gestione della sfera tra centrocampo e attacco ma Geremia era purtroppo in una di quelle giornate in cui non sarebbe riuscito a dribblarsi nemmeno le stringhe e quindi l'apporto fornito al trio di centrocampo è risultato nullo anche perchè Muntari era più concentrato a cercare di disintegrare le tibie dei suoi dirimpettai piuttosto che a innescare i suoi compagni di punta mentre Poli e De Jong seppur in buona vena (sopratutto Nigel, autore del suo secondo gol in campionato) confermavano i propri limiti in impostazione.

Davanti poi Honda risultava piuttosto opaco mentre El Shaarawy dovrà capire in fretta che anche senza segnare potrà essere ugualmente utile alla squadra. Sulla difesa ci siamo espressi più volte e quanto visto contro la Fiorentina non cambia il giudizio. De Sciglio a sinistra è un talento sprecato mentre di Abate, ancora positivo, conosciamo già limiti e pregi. Alex è un muro ma con un compagno di reparto all'altezza di fianco sarebbe forse più tranquillo anche lui, sopratutto se deve osservare Zapata nella sua personale lotta per iscrivere il primo slalomista Colombiano ai mondiali di sci alpino: se stesso.

Passi indietro dunque, principlamente nel gioco, a cui Pippo dovrà porre rimedio in via definitiva e con scelte nette. La carenza di piedi educati a metacampo non è imputabile a lui ma  a lui spetta sapere come far arrivare i rifornimenti davati senza un regista puro e con interni muscolari e podisti. Siamo già a Novembre, il tempo corre e gli altri si stanno innescando, Napoli e Higuain su tutti.
Per Ronaldo, Messi, Benzema, Van Persie Hazard e compagnia e per un gioco di stampo internazionale non ci resta che il mondo dei sogni o un buon abbonamento in pay tv.


Andrea Matani
AmazingMilan

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