“Vi faremo divertire” | Cesena 1-1 Milan

Per adesso si divertono molto gli altri ma a parte questa piccola battuta, che spero ci sarà perdonata, restano i fatti. E i fatti dicono che il Milan torna dalle due trasferte con le neopromosse con soli due punticini che, visto come si erano messe le partite, potevano anche essere meno. Vero è che avrebbero potuto essere anche di più con un po di fortuna e attenzione ma quello che fa testo alla fine è la classifica e quest'ultima parla di 8 punti raccolti e già sette di distacco dal duo di testa.

Rispetto alla trasferta in Toscana la sfida di Cesena non ha spostato di molto il giudizio complessivo. Se contro la giovane banda di Sarri c'erano state lacune di gioco e amnesie difensive ammortizzate dal rimontone finale, in quel di Cesena la squadra di Pippo ha mantenuto l'iniziativa per buona parte del match, penalizzata da un errore assurdo di Abbiati (che si è ripetuto inspiegabilmente sul gol per grazia ricevuta annullato nel finale...) subito eliso dal gol di Rami.
Il nuovo modulo, sulla carta più offensivo (in realtà si trattava di un 4411 alla faccia degli schemi da carta stampata) ha garantito più copertura in mezzo con Poli affiancato a De Jong mentre sulle fasce si è rimasti spesso in balia delle ripartenze bianconere che sfruttavano gli spazi lasciati alle spalle dei terzini spesso in proiezione offensiva e di una linea difensiva che rimaneva sempre troppo bassa e staccata dai centrocampisti in fase di spinta. Ovvio che optare per un attacco a viso aperto, sebbene troppo lento, e lasciare la difesa a Kilometri di distanza non ha alcun senso. Nonostante questo il fraseggio offensivo, sebbene sciorinato come già detto a passo cadenzato, è piaciuto con Bonaventura, Honda e Menez discretamente ispirati anche se poco precisi sotto rete. In lieve flessione invece Torres ancora alla ricerca della migliore condizione e poco a suo agio con le difese schierate a Maginot e senza spazi in cui scaricare a terra la sua progressione.

Se il primo tempo si fosse chiuso con il Milan in vantaggio nessuno avrebbe avuto di che obiettare. Quando però si aspettava l'assalto decisivo per chiudere la pratica i ragazzi si sono ancora una volta incartati su se stessi. Il ritmo è sceso ulteriormente e le distanze già precarie si sono irrimediabilmente perse permettendo ai romagnoli di non soffrire praticamente mai e anzi, approfittando della cacciata di Zapata (oggi discreto sino a quel momento), di mettere ancora paura con la complicità di Abbiati al Diavolo ormai ridotto in dieci e senza nemmeno il post it di un idea di gioco da mostrare nel finale.

A costo di risultare noiosi allo sfinimento ci chiediamo poi quale preparazione atletica sia stata impostata in Estate visto che una squadra come la nostra, che per inciso non disputa le coppe, arriva in fondo sempre con almeno sette undicesimi con la lingua penzolante come quella di un Boxer mentre gli altri corrono come indemoniati. Misteri di Milanello.

Miglioramenti si sono visti dunque ma ad una settimana dalla seconda pausa pro Nazionale è ora di prendere alcune decisioni definitive. La prima: decidere quale sarà il modulo con cui affrontare la stagione. Quello di Cesena oppure il 433 esibito sino a Empoli? La seconda: individuare la coppia di centrali difensivi una volta per tutte. Premesso che Alex pare insostituibile noi opteremmo per Rami in accoppiata ma anche in questo caso Inzaghi è chiamato ad una scelta. L'ultima: Il destino di El Sharaawy. E De Sciglio. Se sta bene Stefano deve giocare più o meno sempre. E' l'unico con il cambio di passo insieme a Menez e vede la porta come pochi. Basta come tesi per puntare su di lui?
De Sciglio invece, criticato e parecchio in settimana, si sforza di servire la causa a sinistra in quanto sull'altro fronte deve agire Abate, sicuramente in forma ma che ha un piede solo e nemmeno troppo sensibile. Per quanto ci riguarda, per il bene suo e anche del calcio italiano andrebbe messo nel suo ruolo naturale e fine delle trasmissioni con buona pace di Ignazio (non male in questo inizio di stagione per assist e continuità) magari puntando su Armero sulla mancina, uno che corre come un maratoneta per novanta minuti senza soluzione di continuità e pazienza se dicono difenda poco. Non è che sino ad oggi si sia stati imperforabili.

Andrea Matani
Amazing Milan

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