L'angoscia, il sollievo. | Empoli 2-2 Milan

Asfaltati per cinquanta minuti dall'Empoli, senza uno schema, senza un idea di gioco, senza un organizzazione difensiva, si torna dalla Toscana con un punticino che visto il finale sembra quasi risultare stretto.
Ci sono però quei primi cinquanta minuti raccapriccianti, sopratutto nella fase difensiva dove Zapata e Bonera (altra prestazione ai limiti del comprensibile dopo Parma) hanno fatto accaponare la pelle anche ai più assatanati cultori dei film horror.

Cinquanta minuti in cui Muntari ha zappato ogni singola zolla del Castellani senza imbroccare un passaggio, imbroccando in compenso quasi sempre òe caviglie dei suoi dirimpettai con la precisione di una mietitrebbia. Cinquanta minuti dove fisicamente siamo stati martirizzati dal ritmo empolese, incapaci tatticamente di opporre una minima resistenza a tale Pucciarelli che muovendosi tra le linee ha fatto a fette la mediana rossonera. Per non parlare delle statue di sale, alias la difesa milanista, che dopo due anni e tre allenatori ancora non è in grado di opporsi ai calci piazzati di qualsiasi avversario che siano alti due metri o un Tonelli qualsiasi. Per fortuna Torres ad un soffio dal sipario del primo tempo, con una giocata da fuoriclasse, ha tenuto in piedi la palafitta di Inzaghi ormai in balia dei venti ed ha permesso di poter giocare un secondo tempo con orgoglio e il lumicino della speranza ancora acceso. Bella prestazione quella dello spagnolo, non più velocissimo ma ancora in grado, visto il livello medio del campionato italico, di elevarsi sul resto del gruppo per tecnica e impatto con la palla tra i piedi. Sopratutto una punta che scatta verso la porta avversaria attaccando l'uomo e non torna verso la nostra intasando gli spazi (ok era stremato, ma era il caso di toglierlo visto quanto fosse dentro la partita?). Unica nota lieta insieme ad Honda (non più il giocatore abulico della scorsa stagione) e al subentrato Bonaventura. Non a caso questi tre sono anche gli unici scesi in campo ad avere nei piedi e nella testa un idea di quello che dovrebbe essere il gioco del calcio a questi livelli tra le file del Milan insieme a Menez, in lieve ma giustificato calo dopo le prime uscite.

L'Empoli ha affrontato il Milan a viso aperto, pressando alto, fraseggiando nella sua metacampo senza timore, imponendo il suo ritmo. Si è esposto al contropiede prendendosi il rischio di perdere facendo la gara. Lo ha fatto contro il Milan.
Noi, contro la Juve, abbiamo scelto di difendere ad oltranza per perdere comunque.

Non sappiamo oggi quale sarà il destino del Diavolo in questa stagione, sappiamo però che si dovrà migliorare tanto e in fretta, prima nella mentalità e poi nell'identità del gioco passando per una condizione fisica oggi ancora inspiegabilmente al di sotto di uno standard accettabile. Come si dice, piuttosto che niente è meglio piuttosto.

Andrea Matani

Amazing Milan

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