Honda Anomala! | Milan - Lazio 3-1

Finalmente, dopo le partenze depresse degli ultimi tre anni, arriva un esordio da tre punti per i rossoneri. Pippo ha saputo dare, se non ancora un gioco fluido, una mentalità che non si vedeva sul prato di San Siro dai tempi degli invincibili. Messo in soffitta il passo cadenzato da balera della terza età e sostituito da undici assatanati che corrono e si supportano per novantacinque minuti il Milan graffia cosi la prima “V” della stagione. I segnali positivi del trofeo Tim si sono riproposti con qualche ombra anche contro la Lazio ma oggi è giusto soffermarsi sugli aspetti positivi nella speranza che le incertezze, comunque evidenti, possano essere corrette nelle prossime settimane.

Ma andiamo con ordine partendo dalla difesa.
Intanto, signore e signori, abbiamo un portiere. Diego Lopez si conferma quello che per due stagioni ha incatenato alla panchina del Bernabeu un certo Casillas. A parte il gioiello del rigore parato si ha sempre l'impressione di avere tra i pali un atleta sicuro, tranquillo e che infonde certezze anche ai colleghi di reparto.

Abate conferma cose buone e vuoti imbarazzanti ma sicuramente è sembrato più presente rispetto all'ectoplasma delle stagioni andate.
Alex, un gigante. Smaltita la preparazione, che per un energumeno della sua stazza è sempre un problema da gestire, ha tenuto la posizione e garantito solidità sopratutto sulle palle alte dove la sua contraerea non ha perso un duello con le torri Laziali. Bene anche Zapata, meno svagato del solito ed anzi confidente al punto da esibire alcune uscite palla al piede dalla pulizia sospetta. Ordinaria amministrazione per Bonera dopo un inizio di patimento contro Candreva.

Il terzetto di centrocampo ha retto l'urto dell'opposto biancoceleste mettendola prevalentemente sulla podistica anche perchè la qualità nel fraseggio non era certo la caratteristica più eclatante su cui puntare. Solito De Jong per grinta e interdizione in mezzo, arruffone ma determinato ed instancabile Poli ed infine la versione migliore di Muntari: cattivo in fase difensiva e propositivo negli inserimenti tanto da timbrare anche il gol del 2-0 sul tracciante da destra di Abate.

Infine la fase offensiva: Il Faraone è tornato. La notizia più lieta della giornata è sicuramente questa per tutto il popolo Milanista. Il gol che non è arrivato è un dettaglio ma Stephan a sciorinato tutto il repertorio dei tempi belli corsa, dribbling, finezze, assist e spunti da talento purissimo quale è e che purtroppo per un anno abbiamo temuto di aver perso, prima per la geniale idea societaria di metterlo sul mercato e poi per la raffica di infortuni che lo ha flagellato per tutta la stagione. Senza infamia e senza lode Menez come falso nove ma grande cuore e movimento per lui oltre al merito di aver griffato con freddezza degna di un ghiacciolo Algida il rigore che avrebbe chiuso i match. Infine Honda, l'oggetto misterioso dell'ultimo mercato invernale. Keisuke ha mostrato un miglioramento esponenziale rispetto alle sue precedenti uscite ufficiali con la casacca del diavolo e proseguendo sulla falsariga di quanto mostrato nelle ultime amichevoli. I piedi non si discutono, la mobilità si ma è palese il lavoro che si sta facendo per renderlo parte attiva della manovra e il gol e diverse giocate di qualità ne sono la prova e testimoniano che qualcosa a Milanello è davvero cambiato.
In attesa di scoprire quale sia la release di Fernando Torres atterrata a Milano (quella di Liverpool o quella del Chelsea che non vedeva la porta nemmeno con il telescopio) come incipit non c'è male.

Attendiamo domani e quindi la chiusura del mercato per fare valutazioni definitive sulla rosa e sulle avversarie oltre che per capire cosa potrà attenderci per i prossimi nove mesi. Per ora i segnali positivi ci sono anche perché, come sosteniamo da un paio di mesi, la garanzia ha un nome e un cognome: Filippo Inzaghi.

Andrea Matani 

Amazing Milan

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