Habemus Pippo

La fumata bianca dal comignolo di Arcore non si è vista ma il nome del futuro pontefice di Milanello è oramai noto. E non c'era altra scelta se non quella di “Pippo mio” nonostante il florilegio di nomi sparati a vanvera da tutti i quotidiani. Mancava solo che avessero accostato alla panchina rossonera Zagallo e Menotti e la lista sarebbe stata completa. Inzaghi è dunque il successore di Seedorf.

Non c'era altra scelta perchè dare il benservito a Clarence costerà come l'acquisto di Matri, euro più euro meno e Pippo è l'unico che si sarebbe accomodato sul pino anche gratis, anzi pagando di tasca propria se glielo avessero chiesto. Pippo è un maniaco del calcio, ha fondato la sua carriera sull'idea di essere sempre migliore degli altri pur non essendolo. Ha curato se stesso come una statua del Canova per arrivare sempre un centimetro avanti rispetto al suo marcatore e questa sua disciplina monacale ha cercato di trasferire ai suoi adepti nei primi anni alla guida delle giovanili milaniste. Ha sempre avuto fame, fame di gol e di successi e questa è una dote che solo i vincenti, quelli veri, hanno e che Balotelli, per fare un nome a caso, non ha e forse non avrà mai. Detto questo, ribadiamo un concetto imprescindibile per battere il sentiero verso la prossima stagione. Inzaghi non è un oracolo e non è Silvan. Ha idee, cuore e una volontà incrollabile ma se non sarà supportato dalla società con acquisti mirati, con la protezione dal fuoco esterno e da quello amico farà la stessa fine dei suoi predecessori. La fine di Allegri, confermato controvoglia per via del suo ingaggio e quella di Seedorf vittima delle trame di palazzo, di un carattere ( il suo) indipendente e di una libertà di pensiero non allineati a quelli della gran casa.

E' quindi giunto il momento di stare tutti con Pippo. Noi lo saremo, per il bene del Diavolo, cosi come lo siamo stati con Seedorf al quale va il nostro ringraziamento e le nostre scuse per l'indegno trattamento subito nei mesi trascorsi a guidare un manipoli di mezze cartucce e lavativi che in altri tempi sarebbero passati da Carnago solo per lustrare le stringhe a gente come lui.

Ci poniamo poi una semplice domanda. Meno, molto meno, di un anno fa si attesero i soldi della cessione di Boateng per poter comprare niente meno che Matri, oggi si butta dalla finestra (o in altro posto, fate voi) lo stesso gruzzolo per liquidare un tecnico voluto a viva forza e che ha fatto 35 punti in 19 partite. Qualcuno gentilmente ci spiega?

Andrea Matani 

Amazing Milan

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