Brutti e vincenti.

Continua la risalita ma il Milan che ha incrociato la rotta contro il Catania è stato uno dei più brutti (tra i tanti) visti in questa orripilante stagione. Se a qualcuno fosse sfuggito gli Etnei sono ultimi in classifica per distacco, hanno perso praticamente contro chiunque e in settimana hanno cambiato per la terza volta l'allenatore con il chiaro intento di salvare almeno la faccia nelle ultime giornate di campionato abbandonando, di fatto, ogni velleità di salvezza.

Nonostante queste premesse il Milan è riuscito a proseguire nel suo percorso di alti e bassi, più bassi che alti, con un assenza di gioco e idee da far accaponare la pelle. I rossoneri sono apparsi da subito slegati, lunghi nei reparti e senza alcuna ispirazione riguardo al metodo di gioco da seguire.

Tutto è stato lasciato alla libera interpretazione dei singoli dove per fortuna Taarabt ha sciorinato giocate degne del palco su cui si è esibito, supportato però da pochi altri compagni. Sforzandoci di citarne un paio scegliamo Bonera e De Jong. Montolivo, gol a parte, non ha cucito il gioco tra la mediana e le punte come il suo ruolo richiederebbe ed ha sofferto i trequarti avversarsi in fase di contenimento mentre Balotelli, comunque più arzillo di altre volte, è sembrato comunque evanescente. Tutta colpa dei giocatori dunque? Assolutamente no.

Questa volta Seedorf ci ha messo del suo con scelte tattiche e di uomini al limite della comprensibilità. Se la volontà di dare fiducia a Poli per garantire più passo e concretezza al posto di Honda ci poteva stare, sulla carta, è francamente indecifrabile la scelta di dirottare Kakà sugli esterni dove non ha più il passo per saltare nemmeno dei blocchi di cemento armato allontanandolo dalla porta come un ala qualunque. Sorvoliamo poi sull'ingresso di Abate, disposto esterno alto (quindi con l'intento di difendere la zona più che di attaccarla) con la squadra in superiorità numerica e con in panchina a fare la muffa Robinho (va beh, avessimo detto...) e Saponara (mercoledi a “Chi l'ha visto”). A volte gli allenatori dovrebbero limitarsi a fare il minimo indispensabile ed evitare di cercare di giustificare il loro lauto stipendio proponendo quesiti tattici degni della settimana enigmistica. Se hai un trequartista è davvero cosi complicato schierarlo nella posizione di trequartista? E' possibile vedere un terzino destro schierato a destra e non a sinistra o all'ala? Forse siamo troppo pretenziosi e d'altronde il corso di Coverciano non lo abbiamo in bacheca.

In tutto questo i punti sono ora 48 con l'Inter ancora a cinque lunghezze e il Parma che si avvicina a quota 51. Per fortuna dei rossoneri la classifica non rispecchia il tasso di spettacolarità e quindi, come giustamente ricordato da Galliani in questi giorni, aspettiamo la prossima esibizione casalinga a ridosso della Pasqua e poi faremo i conti sulle reali possibilità di raggiungere la qualificazione europea che solo un mese fa era lontana come un salto nell'iper spazio. Ammesso poi che raggiungere questo traguardo sia un bene per impostare al meglio la prossima stagione.

Chiudiamo con una considerazione su quello che accade nel mondo pallonaro intorno a noi. Atletico Madrid e Liverpool sono la dimostrazione lampante che con meno soldi di altri, con idee chiare e coesione di intenti, puntando su giovani talenti e giocatori funzionali al sistema si possano ottenere risultati eccezionali. Che qualcuno ci ascolti è perlomeno utopico, ma che chi di dovere possa pensarla come noi e mettere in pratica una visione come quella del Cholo Simeone o di Brendan Rogers sarebbe davvero impossibile?

Andrea MataniAmazing Milan

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