Piuttosto che nulla è meglio piuttosto...

Dopo una settimana di de profundis intonati da chiunque ad ogni latitudine ecco l'inaspettato punticino strappato all'Olimpico nella prima delle due partite che avrebbero dovuto sancire la dipartita di Seedorf dai boschi di Carnago. Meglio non lasciare troppi dubbi all'immaginazione dei pochi che non hanno visto al partita “live”. Di buono nella serata romana c'è infatti giusto il punto.

La prestazione, un pizzico di orgoglio a parte, non ha lasciato alcun segno ne dal punto di vista del gioco ne di quello delle idee. Solo Kakà, più tonico delle ultime uscite, ha dato segni di avere un barlume di cognizione sul da farsi. Per il resto ordinaria amministrazione, con sonore pedate in avanti sperando che qualcosa accadesse. De Jong ha fatto da frangiflutti in modo encomiabile davanti alla difesa sopperendo anche alle carenze dinamiche di Essien e proteggendo il duo Rami (ancora buono) Mexes (dignitoso) dalle zanzare Laziali Keita e Perea.

Decifrare il tasso attuale della Lazio è piuttosto arduo visto che anche Klose è venuto meno nelle ore precedenti la sfida e per quanto esibito non ha certo da stare più allegra rispetto ai rossoneri se non per la posizione più serena in classifica.
Per questo, col senno di poi, c'è sempre più rimpianto nel constatare domenica dopo domenica come squadre dal tasso tecnico cosi basso siano davanti al nostro diavolo.

Dopo una settimana come quella appena vissuta a livello societario e con le continue “bombe” sui media era comunque avveniristico poter sperare in qualcosa di meglio. Di certo chi è sceso in campo non ha giocato contro l'allenatore, o almeno, non ancora. L'impegno di voler evitare l'ennesima sconfitta è parso palese in tutti, anche in chi è subentrato in corso d'opera. Tra questi Balotelli, solita indolenza a parte, ha mostrato qualche colpo dei suoi schiantando un palo clamoroso che avrebbe significato tre punti impensabili dopo il pareggio di biancolceleste.

Continuiamo a navigare a vista quindi, in attesa della trasferta di Firenze che, stando ai bene informati, dovrà decidere il futuro di Clarence sulla panchina e la possibile nuova figura di cioccolato di questa annata tragicomica. Comunque vada non cambierà il senso di questo scorcio di stagione e a più ampio raggio quello di tutto l'anno. Quello che pensiamo lo abbiamo più volte espresso nell'arco di tutte queste tristissime settimane e sarebbe stucchevole ripeterci, quindi, dal momento che prima di tutto siamo tifosi milanisti, attendiamo mercoledi sperando di non dover assistere all'ennesimo scempio ma di poter godere di un altro brodino in attesa di tempi migliori.

Già, perchè cambiando canale, a pochi click di distanza, si sarebbe potuto assistere al “Clasico” spagnolo in diretta da Madrid. Per la serie “Trova le differenze”.

Andrea MataniAmazing Milan

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