Narcolettico Milan

Soffrite d'insonnia? Nessun problema. Non occorre che vi rechiate in farmacia a fare incetta di Lexotan. Basterà rivedere la gara del Milan a Udine e le palpebre si abbasseranno come saracinesche. Certo, più che sogni saranno incubi, ma l'effetto che otterrete riguardo al sonno sarà garantito. Non che ci si aspettasse di vedere una squadra con una grinta “omicida” in vista del return match del Calderon di martedi ma qualcosa di meglio sinceramente ci sarebbe voluto.
Seedorf questa volta ci ha messo del suo in negativo con scelte cervellotiche e poco comprensibili. Il turnover in questo momento era davvero cosi necessario? Lodevole la convinzione di potercela fare a Madrid ma è corretto sacrificare il campionato, che ancora offrirebbe la possibilità di raggiungere l'Europa League, a discapito di una qualificazione in Champion's che se raggiunta sarebbe un impresa degna di una puntata de “Ai confini della realtà”? Quello che manca a questa squadra, oltre alla struttura di base su cui si sta lavorando, è però la mentalità vincente.

 Ci sono sempre errori di distrazione e superficialità che non sono spiegabili se non con il pressapochismo e la scarsa concentrazione e determinazione dei singoli. Il ritmo costantemente compassato nemmeno si fosse ad un contest di tango argentino, errori banali di stop e di controllo di palla, passaggi sparati a mezz'altezza con il compagno a due metri di distanza nemmeno giocassero con dei moon boot anziché con scarpe da calcio che oggi sono dei guanti sono il sintomo non di scarsa tecnica e condizione atletica, ma di troppa leggerezza. E qui c'è da lavorare di martello pneumatico anziché di bulino da parte di Seedorf perchè se non si cambia l'approccio oggi il resto della stagione rischia di diventare una via crucis e potrebbe compromettere anche la prossima. 

Fermo restando che una bella rinfrescata al parco giocatori sarà necessaria ed improcrastinabile perchè molti componenti della rosa, al di là della valutazione tecnica, si sono dimostrati inaffidabili e hanno fatto il loro tempo sotto la Madonnina. Entrando più nello specifico se il modulo scelto è e sarà il 4231 urge qualche correttivo. Consci dei limiti della difesa sui si dovrà lavorare in sede di mercato e con i soli Rami e De Sciglio (oggi l'unico che abbia dato l'impressione di non avere una colata di cemento armato nelle scarpe insieme a Pazzini) come punti fermi c'è da rivedere l'assortimento dei due mediani. Montolivo al di là dell'impegno è una mezz'ala, non un mediano e non un regista puro. Se gioca nei tre di centro campo è un conto, se fa il secondo come in questo periodo è palesemente fuori dalla sua acqua. I trequartisti poi sono tutti dal passo cadenzato. Nessuno accelera e salta l'uomo tranne Taarabt e Kakà che però è in fase involutiva per ovvi motivi. E, cosa ancora più grave, nessuno finalizza. Quindi non creando superiorità numerica e realizzando poche reti il comparto risulta sterile ed inefficace anche per la punta centrale che si ritrova sempre in un imbuto e riceve poi palloni ingestibili. Insomma, il deserto.

 Infine si dovrà uscire dall'equivoco Balotelli. Se Mario è il giocatore su cui si punta bisogna farlo ora e senza equivoci e lui dovrà essere in grado di caricarsi il peso del diavolo sulle spalle. Altrimenti meglio monetizzare il più possibile e investire su un giocatore che garantisca venti gol a stagione, ammesso che ci sia e sopratutto che sia in vendita.

 Ci si vede dunque a Madrid, sulla riva del Manzanarre, sperando che dal ciglio del fiume possa passare un insperata vittoria con due gol all'attivo. Dopo stasera ci restano solo fede e speranza. Chi visse sperando...

Andrea Matani

Amazing Milan

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