MILAN, ADESSO DISCOLPATI!

Commentare la partita con il Parma ha davvero poco senso. Sotto contestazione, rimasti in dieci dopo pochi minuti e anche sotto di un gol, trovare una logica tecnica o tattica sarebbe come cercare di spiegare la teoria della relatività ad un gruppo di bambini dell'asilo.
Premesso questo, con la stagione oramai compromessa su tutti i fronti (se qualcuno,anche il più inguaribile degli ottimisti crede anche lontanamente all'Europa League alzi la mano...) è già tempo di bilanci. Ma anche di chiarezza, che da tifosi innamorati ci sentiamo di dover chiedere a tutto l'ambiente Milan, dalla società ai giocatori. Chiarezza che passa e dovrà passare da queste domande.


SOCIETA': Causa primaria dello sfacelo di questo annus horribilis è indiscutibilmente la gestione societaria. Va bene, non ci sono i soldi ma amministrare quei pochi disponibili in maniera più oculata sarebbe stato auspicabile. Premesso che storicamente vince solo chi spende, è anche vero che spesso con idee innovative e una pianificazione mirata si possa stare al vertice. Inoltre chi comanda davvero? Galliani o Barbara? E sopratutto da che parte sta il Presidente? Perchè si è deciso di creare il doppio AD a stagione in corso destabilizzando l'ambiente e dando all'esterno la sensazione, poi confermata dai fatti, che ai piani alti ci sia una guerra in corso e nessuno prenda le decisioni che servirebbero?

PROGETTO: Due anni fa, dopo le cessioni di Thiago e Ibra si disse che si sarebbe puntato sui giovani con un progetto a medio termine per ricostruire una squadra di alto profilo. Un estate dopo si è messo in vendita El Sharaawy (qualcuno poi scoprirà i reali motivi di questa sparizione da tutti i radar, infortunio a parte), si è sbolognato Niang, si è ceduto Boateng (va bene, ma per pochi spiccioli) e si è puntato su Kakà, Rami, Honda per non parlare dell'affarone Matri pagato a peso d'oro ad una diretta concorrente. Saponara sbandierato come il grande colpo per cui si doveva cambiare modulo è stato messo subito in naftalina, De Sciglio ancora oggi gioca una gara si e due no. Bene, ora è lecito chiedersi su chi si punta e perchè? Chi sarà nel Milan e chi se ne andrà?

MODULO: Il Milan che aveva raggiunto il terzo posto con il 433 è stato smontato e rimodellato intorno al 4312 per far giocare, cosi ci dissero, Saponara e Kakà. Con l'arrivo di Seedorf si è passati ad un 4231 visto in trent'anni di Milan solo sotto la gestione Leonardo. La storia del calcio insegna che le grandi squadre nascono da un idea di gioco in cui società, tecnico e giocatori credono e promulgano nel tempo. Dopo il rombo di Ancelotti al Milan non si è più saputo quale fosse la strada maestra. Bene, per il prossimo anno quale sarà questa idea intorno alla quale ricostruire la franchigia?

ALLENATORI: Allegri era arrivato al capolinea da tempo ma addebitargli tutte le colpe, compresa la crisi Mediorientale ci è sempre parso ingeneroso. Più volte abbiamo sostenuto che il cambio era inevitabile almeno per provare a dare una scossa ad un ambiente dove il più vivo aveva l'aspetto di una mummia egizia. Un minimo di ripresa inizialmente c'è stato con l'arrivo di Clarence, almeno sotto il profilo del gioco ma dopo le sconfitte con Juve e Atletico si è capito che la solfa non sarebbe cambiata e infatti temiamo non si sia ancora toccato il fondo. Dunque, si crede in Seedorf ciecamente? O meglio, tutti in società credono nell'olandese? Se cosi fosse bene, perchè normalmente quando Silvio punta su un tecnico fa di tutto per metterlo nelle condizioni di rendere al meglio e giustificare la sua scelta. In caso contrario chiediamo che si pianifichi da subito il futuro con idee chiare, decise e definitive. Sopratutto condivise dal magazziniere all'azionista.

GIOCATORI: Non ci vuole la testa di Leonardo da Vinci per rendersi conto che molti giocatori non siano da Milan. Non sono nemmeno da zona retrocessione in senso assoluto ma in ogni caso urge un vero passaggio con il napalm dalle parti di Milanello perchè oltre alla tecnica per giocare nel Milan servono massicce dosi di personalità e “zebedei” d' acciaio inox e su questi due fronti le carenze sono evidenti. Balotelli, per fare un esempio a caso, sarebbe un potenziale fenomeno ma non è più possibile aspettarlo dopo un altra annata come questa.con l'ambiente e qualche compagno contro e la certificazione che probabilmente non sarà mai il top player in grado di far fare il salto di qualità alla squadra.

In attesa di avere qualche risposta, sapendo che probabilmente non le avremo mai, sarà il caso di ricominciare a fare punti al più presto onde evitare di trovarci tra un mese in una valle di lacrime. La faccia ormai è persa, non vorremmo dover perdere anche altro.


Andrea Matani
Amazing Milan

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