E adesso?

Si concludono i dieci giorni più allucinanti della storia recente del Milan. E si concludono nel modo più inaspettato e dolce. Le due partite che nelle speranza di molti sedicenti tifosi milanisti e la quasi totalità dei giornalisti avrebbero dovuto sancire la cacciata di Seedorf hanno invece rimesso in sella il tecnico Olandese è portato in cascina quattro punti. Le vedove di Allegri ed i sicari su commissione possono riporre i drappi viola, per la messa da requiem ci sarà tempo, ma come diceva il Gladiatore, “non ancora”.

Ne esce dunque benissimo il Milan e sopratutto Seedorf, messo alla gogna e già con le valige in mano solo quattro giorni fa, con una prestazione, l'ultima, che ha mostrato una crescita esponenziale rispetto a Roma sul piano del gioco, della gestione e della personalità. E, si badi bene, non contro avversari qualunque, ma contro una Fiorentina che appena tre giorni orsono (non Orsato) aveva sbancato Napoli.

Prestazione di spessore dei due centrocampisti centrali Muntari e De Jong e grande cornice fornita dai solisti in avanti con Kakà in crescita fisica dopo alcune settimane decisamente sottotono, Honda che sembra più coinvolto nel gioco e anch'esso in progresso dal punto di vista del dinamismo e della forza reattiva. Capitolo a parte Balotelli. Se abbinasse alle giocate sublimi che tiene nascoste nella faretra (leggi il diamante su punizione che è valso il raddoppio) un minimo, ma giusto un minimo, di continuità nell'arco della partita sarebbe davvero un fenomeno. Purtroppo continua a spendere il proprio talento in proteste e tuffi dal trampolino in stile Cagnotto. Va anche detto ad onor del vero che Mario potrà non essere simpatico ed avere atteggiamenti che infastidiscono avversari, compagni ed arbitri ma, prinipalmente questi ultimi, dovrebbero fischiare a prescindere della propensione di un calciatore ad essere selezionato per Zelig circus o per una pesca di beneficienza. Quindi se subisce fallo che glielo fischino, punto e basta. A cena potranno invitare Brignano se vogliono rideere e se sono capaci.

Per essere chiari, non sono queste due partite a farci cambiare idea rispetto ad una stagione disastrosa , ad una gestione inqulificabile di giocatori, mercato, risorse e chi più ne ha più ne metta, ma dopo un mese come quello appena passato un brodino come questo non può fare che bene.
La strada potrebbe essere finalmente quella giusta, con la consapevolezza però che la partità più difficile da vincere sarà la prossima e quella dopo ancora. Perchè tipico di questo Milan sarebbe proprio fare bene con Lazio e Fiorentina e squagliarsi come un calippo al solo contro Chievo o Livorno.

Dopodichè chi vuole tifare contro lo faccia, chi vuole fare il conto di quanti punti ha portato Allegri rispetto a Seedorf o di quanti ne avrebbe portati Inzaghi si accomodi. Noi scegliamo di tifare Milan, di godere delle vittorie e di poter criticare senza pregiudizi le batoste.

Chiudiamo con un interrogativo forse irreale e forse no. E se alla famigerata cena di Arcore alla presenza dei bimbi viziati e dell'amministratore delegato scontento il presidente avesse detto qualcosa del tipo “L'allenatore l'ho scelto io e quindi si fa quello che dice senza fiatare o tutti a casa”?
Lo ha già fatto con Sacchi qualche anno fa, non potrebbe averlo rifatto?

Andrea MataniAmazing Milan

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