Un Milan da "presepe vivente".

Netta, ineccepibile, chiarissima. La prima sconfitta in campionato della gestione Seedorf non ammette repliche. Dal primo all'ultimo minuto la compagine di Rafa Benitez ha sciorinato un autentica lezione accademica su come deve essere applicato il 4231 davanti al Diavolo. Nonostante l'illusorio vantaggio di Taarabt (una delle poche note positive insieme ad Essien) con una giocata “cinque stelle lusso”, i rossoneri non hanno mai dato l'impressione di poter giocare allo stesso livello dei partenopei. La fase difensiva è stata a dir poco raccapricciante.
A costo di ripeterci fino ad ammorbare, questo modulo, che privilegia la fase offensiva, deve prevedere un pressing nella metà campo avversaria, alto e asfissiante per evitare le ripartenze palla al piede che inevitabilmente espongono la difesa all'inferiorità numerica.

Questo a prescindere dalle nefandezze dei singoli dove Mexes ha ben pensato di distinguersi con una ripetuta serie di decisioni errate, insensate ed a volte irresponsabili mostrando di se solo l'immagine ectoplasmatica del bel difensore visto anni fa a Roma.
Se la fase difensiva è stata inguardabile non molto migliore si è mostrata quella di impostazione. I due mediani, per l'occasione due incontristi, non sono mai riusciti a rifornire il terzetto di trequarti per limiti naturali di piede e di pensiero. Troppo impensieriti dal dover arginare gli inserimenti tra le linee di Hamsik, Insigne e Mertens (per'altro non riuscendoci praticamente mai) non avevano la necessaria lucidità per poter mettere in scena una regia degna di una partita simile. In questo, va detto, non sono certo stati aiutati dai trequartisti. Se si esclude infatti Taarabt, giocatore con tecnica da piani superiori e idee da top club, gli altri erano impegnati nel mostrare al pubblico del San Paolo una degna interpretazione del presepe. Oscar per la miglior statuina in campo, ancora una volta, a Robinho. Non è stato da meno Balotelli, ancora lontano dall'essere un leader tecnico per questa squadra e impietosamente ridotto a brandelli dal suo omologo Higuain.

Il progetto di squadra che Seedorf ha in mente di realizzare è ancora lontano dal compiersi e certamente non poteva essere la sfida contro la terza forza del campionato, franchigia che conosce lo spartito a memoria e lo esegue di conseguenza, a dare la svolta anche se i più ottimisti ci avevano sperato. Mancano ancora tre giocatori di qualità, se non quattro per l'architettura definitiva: due difensori ( un centrale ed un esterno sinistro), un mediano dinamico che sappia anche costruire gioco ed un giocatore davvero dominante tra i quattro davanti, sempre che Balotelli non completi la sua crescita in tempi brevi diventando per il Milan quello che Ronaldo, Messi, Ribery, Rooney, Ibra e Aguero sono per il loro club a livello di impatto anche se iniziamo a dubitare che questo progetto di “fenomeno” si realizzerà mai.

Fatte queste considerazioni affronteremo i prossimi giorni con due quesiti irrisolvibili nella testa: Quale mamma ha offeso Saponara per non essere mai schierato nemmeno quando i suoi compagni sono in infermeria o esibiscono la stessa dinamicità delle mummie al museo Egizio di Torino? Come è possibile che giocatori appena arrivati,uno dei quali, Essien, non giocava da mesi siano più tonici e corrano il doppio di quelli che hanno fatto preparazione atletica estiva, richiami di preparazione e non si sa cos'altro.
Se qualcuno ha una risposta valida, per cortesia ci contatti e ci spieghi.

Andrea MataniAmazing Milan

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