Lentamente migliorare

Signore e Signori stiamo tornando. La sesta uscita stagionale del Milan targato Seedorf è nel segno di una crescita continua che aveva trovato il suo apice nella prima ora di gioco della sfortunata gara di Champion's contro l'Atletico. Il gioco comincia ad essere riconoscibile e fluido sia centralmente che sulle fasce e, pur cambiando gli interpreti per infortuni e scelte tecniche, sembra ormai palese come tutti stiano entrando nella parte e abbiano recepito il “Clarence pensiero”.

La Sampdoria, salvo qualche sprazzo iniziale, è stata ridotta a comparsa dai rossoneri e non si dica che la compagine allenata da Mihailovic è poca cosa perchè rappresenta proprio il prototipo di squadra che il Milan ha sempre sofferto: tosta, chiusa e grintosa.
La fase difensiva è apparsa solida grazie ad un Rami che si sta rivelando un gigante anche nel guidare i compagni di reparto oltre che nel contribuire in avanti quando viene richiesto sui corner. Anche Zaccardo, sollecitato nel ruolo di titolare per l'occasione, ha dato un contributo concreto senza incorrere in sbavature. Per uno che a Gennaio aveva le valige in mano niente male.

Ma il miglioramento più netto è quello dei centrocampisti centrali che hanno assimilato le giuste distanze sia in fase di costruzione che di ripiegamento fornendo un buon filtro durante il “non possesso” e rimanendo sempre sul “chi va la” durante l'impostazione.
Cresce Honda nonostante il passo sia ancora troppo cadenzato e contribuisce in modo determinante, insieme al suo opposto di banda Taarabt, a quel possesso palla nella metà campo avversaria che rappresenta il credo del tecnico Olandese.
Proprio Taarabt, gol a parte, è il valore aggiunto attuale del Diavolo. Il ragazzo partendo dall'esterno lavora da regista decentrato tenendo palla e accentrandosi permettendo alla squadra di salire e liberando lo spazio per gli inserimenti degli esterni difensivi. Questo movimento è la chiave per creare una superiorità centrale con gli altri trequartisti, oggi efficacissima visto che la Samp non ci ha capito praticamente nulla sino alla fine.
La seconda da titolare di Saponara dopo la quarantena non è stata memorabile, il ragazzo deve crescere in personalità cercando maggiormente la palla dai compagni, tuttavia ogni volta che ne entra in possesso da sempre la sensazione di poter trovare una giocata e di poter fare con i piedi ciò che preferisce.
Ottima infine la prova del “Pazzo”. Poche le occasioni nitide avute a disposizione dai compagni ma sono stati novanta minuti pieni di buone cose, sportellate con i centrali Doriani, sponde per gli inserimenti e tanta adrenalina che potrebbe essere prestata magari a Balotelli per il futuro.


Quindi, tirando le somme (in campionato) da quando sul pino siede Seedorf, siamo a quattro vinte, una pareggiata e una persa per tredici punti complessivi: non male visto il recente passato. Sostenere ancora oggi che andare avanti con Allegri fosse la scelta migliore risulta perlomeno avventato.
Il cambio di conduzione tecnica ha dimostrato una volta di più come la rosa non sia poi cosi scarsa come si voleva far credere per giustificare la depressione in cui si era piombati.
Ma, ripetiamo, il motivo di maggiore fiducia è dato dalla crescita del gioco, delle idee e dal fatto che gli undici che scendono in campo, chiunque siano, sono tornati ad avere la testa da Milan, a tentare giocate difficili, a cercare il gol anziché a cercare di non prenderlo.
Certo, probabilmente non basterà per arrivare ad acciuffare l'Europa e passare il turno in Champion's ma è un invito al popolo milanista a seguire di nuovo con trasporto la squadra e a vedere un po più di luce in fondo alle tenebre dove eravamo sprofondati dopo Sassuolo.

Andrea Matani
Amazing Milan

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