Noi tanta pazienza, voi pochi attributi

Non si poteva certo sperare che in soli tre allenamenti completi e due partite si potesse passare dalla versione rossonera della Marrapollese al Real Madrid di Di Stefano e infatti, dopo la discreta prestazione contro il Verona, i soliti limiti sono riemersi.

Seedorf ha lavorato sulle motivazioni ed ha iniziato a mutare l'impianto di gioco e qualcosa di meglio, sopratutto Domenica, si è visto. Attualmente però i limiti fisici e di organico della rosa non garantiscono più di venti minuti (massimo trenta) di autonomia.

Quando scatta la spia della riserva poi, sono dolori di quelli brutti.
La mancanza di lucidità nel tenere le distanze e l'impossibilità di far girare il pallone quando la palpebra comincia a calare e la foschia cerebrale annebbia il ragionamento fanno il resto.
Il 4231 infatti è un modulo che funziona quando gli interpreti riescono ad occupare gli spazi, pressare alto ( o rinculare in modo omogeneo) e fare possesso palla. Questo Milan riesce a mettere in pratica questi principi solo saltuariamente.

Ci vorrà tempo per vedere novanta minuti di buon livello ma come abbiamo detto nelle scorse settimane questa stagione dovrà servire per impostare la squadra del prossimo anno e a capire chi potrà farne parte.
Clarence avrà molto da lavorare, cosa che aveva già messo in preventivo, ma dovrà iniziare da subito con scelte nette. Puntare su giocatori adatti al modulo che ha in mente e valorizzare quello che ha in casa anche per poter vendere al meglio gli indesiderati.

Il possesso palla visto nel primo tempo con l'Hellas dovrà essere inculcato nelle teste dei ragazzi davvero come un antivirus per debellare la sindrome del lancio all'omino delle bibite del terzo anello che continua a sbucare, due azioni si e una no, quando l'indolenza degli interpreti impedisce di proseguire nella ricerca del fraseggio e degli spazzi.

In conclusione sforniamo la parolina magica: umiltà. Plasmare una formazione offensiva presuppone che comunque si corra anche indietro e non solo in avanti. Anche su questo punto non trascurabile ci sarà da lavorare con la pialla. Dei presunti fuoriclasse solo Kakà (oramai attaccato alla bombola dell' ossigeno) corre. Gli altri rantolano per il campo abbandonando la difesa al suo triste destino. Destino ancora più infausto se si pensa che l'idea di partenza di Seedorf prevede che gli esterni di difesa spingano accompagnando l'azione sino all'area avversaria.

Buona fortuna Clarence, ne avrai bisogno. Per il Tiki Taka la pazienza di aspettare l'abbiamo, per vedere gente senza attributi francamente un po meno.


Andrea Matani
Amazing Milan

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