La Befana porta... Cristante.

Sarebbe inutile e noioso cercare di commentare la partita di ieri contro l’Atalanta. Dovremmo far notare ancora una volta la carenza di gioco, la pochezza nel fraseggio e la fragilità difensiva manifestata ogni qual volta gli Orobici si presentavano, soprattutto nei primi venti minuti della ripresa, dalle parti di Abbiati. Preferiamo soffermarci, una volta tanto sulle note liete.

Primo in classifica per il premio Natale 2013 è ovviamente Cristante. Il terzo esordiente più giovane in Champion’s League ha trovato finalmente spazio, due anni dopo, anche in campionato. Risultato? Un gol, una traversa e una prestazione di tutto rispetto al fianco di De Jong. Ora un dubbio sorge abbastanza spontaneo: ma non potevano farlo giocare prima vista la pochezza del reparto e la mancanza cronica di risultati?

Certo non avrebbe risolto tutti i problemi, non siamo cosi sprovveduti da pensarlo, tuttavia vista la mala parata di questa stagione sarebbe stato utile provarlo con più insistenza per farlo crescere.

Al contrario di quanto accaduto con Gabriel, buttato nella vasca degli squali nel momento peggiore (un portiere andrebbe fatto esordire solo con una difesa a prova di bomba) esponendolo anche ad errori grossolani, Cristante avrebbe potuto dare un contributo di geometria e sensibilità nel tocco in una zona del campo dove notoriamente circolano grevi pedatori. E qui potremmo aprire l’ennesima parentesi sulla politica dei giovani abiurata e poi rilanciata senza criterio apparente come nel caso di Saponara: lasciato a frollare per mesi e lanciato nella mischia nel derby e poi, vista la buona prestazione, subito rimesso sul pino al posto del solito Robinho.

Ah, già che siamo in fase di mercato, sarà il caso di dare un occhiata a quello che succede in questo variegato mondo. Svaniti Nainggolan e D’Ambrosio (a dire il vero con pochi rimpianti se le cifre che circolano sono quelle vere) è tornato in auge il motivetto dal ritornello arcinoto: “Se prima non vendiamo, non arriva nessuno”. Benissimo, non fa una piega, però un minimo di chiarezza (ancora…) sarebbe apprezzata visto che la situazione era la stessa una settimana fa e l’unica cosa che è cambiata è l’offerta della Roma. A scanso di equivoci meglio ripeterci stavolta. Nainggolan a queste cifre, ovvero 9 per la metà, è uno sproposito e non avrebbe garantito nessun salto di qualit. Detto questo un rinforzo in mediana di alto livello serve come l’acqua ai viandanti del deserto. Deve però essere un giocatore delle caratteristiche del giovane Seedorf (giusto per fare un nome a caso) ammesso che esista, cioè un tale che sappia abbinare tocco felpato, senso tattico e anche una buona dose di corsa. E anche ammesso esista sul globo terraqueo questo giocatore è specchiato come non lo si possa andare a prendere offrendo “Vicolo Corto” e un primavera come contropartita.

Poche illusioni dunque se non quelle garantite da Honda e Rami. Il primo, lo diciamo da Agosto, preso a zero è un lusso e farà bene mentre il Francece dovrà dimostrare di non essere una meteora e di dare quella continuità di rendimento mancata sino ad oggi ai centrali rossoneri. A proposito Bonera aveva demeritato per essere nuovamente estromesso?

Chiudiamo con un saluto sentito ad Ariedo Braida, figura sottovalutata dell’epopea milanista. Molti dei giocatori che hanno reso grande il Diavolo sono figli del suo fiuto e della sua capacità di arrivare per primo sulla preda. Certo, fino a quando c’era anche la disponibilità economica dall’alto era tutto più facile ma anche dopo Ariedo sull’obiettivo è sempre arrivato con il timing giusto, purtroppo senza argomenti validi da poter convincere i venditori se non uno sgualcito blasone. Grazie di tutto Ariedo, se siamo stati grandi il merito è anche tuo, ovunque tu vada sarai sempre un rossonero.


Andrea Matani
Amazing Milan

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