Milan - Lazio 1-1 | Considerazioni post-gara.

Quando ci si mette di mezzo anche quella parola che inizia con “S” e finisce con “iga” vuol dire che si è arrivati in prossimità del baratro.
Il Milan di ieri contro la Lazio ha giocato  e anche bene per quasi un ora. La mezz’ora iniziale del primo tempo poteva chiudersi sul tre a zero senza problemi, cosi come il primo quarto d’ora della ripresa dove finalmente si era trovata la via della rete. Poi però, arriva l’unico tiro in porta della Lazio e finisce in porta con una facilità disarmante e allora si capisce che anche la dea bendata, che in questi casi ci vede come il cecchino di Bastardi senza gloria di Tarantino, ti ha voltato giustamente le spalle e allora sono broccoli senza zuccheri.
Se giochi bene e non vinci è un segnale ancora più sconfortante di quando giochi male e porti a casa la pelle (vedi Torino e Bologna) perché a questo punto è specchiato come i margini per contenere il dramma siano ridotti ai minimi termini.
Si dirà che giocando cosi di partite ne vinceremo parecchie, e forse sarà vero, ma ad oggi i punti sono solo 12 (su 30) e stanno per arrivare Fiorentina (viola… di rabbia) e Barcellona ( il cui tiki taka immaginiamo saràmolto meno malleabile di quanto sia stato a San Siro). Insomma, come dicevamo poc’anzi, siamo sull’orlo del baratro, malfermi, ed aspettiamo la spinta giusta per finire di sotto.
E forse, ad essere cinici, è quello che ci vorrebbe per smuovere finalmente le acque.
Un anno fa, di questi tempi, si diede inizio alla rimonta puntando su un drappello di giovani puntando sul 433 e sulla voglia di rivalsa di qualche senatore. Oggi i giovani sono all’angolo e i senatori, a parte De Jong e il redivivo Kakà ( che non sarà quello di una volta ma li in mezzo sembra una folgore e ridicolizza l’ultimo Boateng) non sembrano avere ancora i mezzi per tenere in piedi l’impalcatura.
Di Allegri abbiamo già detto, cosi come preferiamo non commentare le ultime dichiarazioni di Galliani rilasciate alle presentazioni degli sponsor. Aria fritta, per essere teneri.
La speranza di rivedere la squadra nella parte nobile della classifica ancora alberga da qualche parte nel nostro cuore ma la testa, la ragione, inizia a mostrare segni di cedimento.
Speriamo, da tre mesi, di essere prima o poi smentiti. Natale si avvicina e secondo le previsioni del Mister dovremmo essere, per quell’epoca, a ridosso dei migliori che prima o poi crolleranno. Ma certo, Come no?
Aspettiamo fiduciosi, chi visse sperando…


Andrea Matani
Amazing Milan

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